Pila nell’esofago, la bimba resta grave
La bimba di due anni che nei giorni scorsi ha ingoiato la batteria di un orologio, poi estratta dall’esofago in ospedale, non è ancora fuori pericolo. La piccola, ricoverata in prognosi riservata...
La bimba di due anni che nei giorni scorsi ha ingoiato la batteria di un orologio, poi estratta dall’esofago in ospedale, non è ancora fuori pericolo. La piccola, ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione, è stata inizialmente intubata e sedata, per evitare di compromettere gli esiti dell’intervento a cui è stata sottoposta nel reparto di Chirurgia pediatrica. Ieri il personale della Rianimazione, coordinato da Tullio Spina, ha eliminato i sedativi e provveduto ad esturbarla, per cui la piccola non è più aiutata da un respiratore meccanico e respira in maniera autonoma. Compie i primissimi passi, quindi, verso la ripresa ma per il personale medico dello Spirito Santo è ancora troppo presto per fare previsioni, considerata la gravità dell’accaduto e la delicatezza dell’intervento a cui è stata sottoposta dal professor Pierluigi Lelli Chiesa per rimuovere la pila dall’esofago. Tra oggi e domani, se il decorso continuerà positivamente, la bimba potrebbe non avere più bisogno dell’assistenza assicurata nel reparto di Rianimazione e potrebbe tornare in Chirurgia pediatrica, dove proseguirà la degenza. Quando è arrivata in ospedale, nei giorni scorsi, i medici hanno prima provato ad estrarre la pila endoscopicamente e, non essendo possibile, è stato eseguito l’intervento per rimuovere la pila con la speranza che questo corpo estraneo non abbia provocato conseguenze gravi sul corpicino della bimba.

