Pina, tre figli e tanto lavoro nei campi

Celano: una lunga giornata tra il frutteto, gli uffici delle sue aziende e il pranzo da preparare
CELANO. Mamma, moglie, agronoma, contadina, contabile della ditta di famiglia e all'occorrenza anche supervisore. Pina Biocca, 56 anni, un marito e tre figli è una mamma siloniana che si divide tra i campi, dove controlla gli operai e annota tutti i processi eseguiti ogni giorno, e gli uffici delle sue tre aziende agricole, dove prepara le fatture, redige i verbali e mette in ordine strumenti e materiali che vengono lasciati incustoditi. La sua giornata inizia nella casa di Celano dove riordina e prepara il pranzo prima di andare al lavoro e finisce nello studio dove a volte resta fino alle tre di notte per sistemare carte, preparare ordini e fare in modo che tutto funzioni a perfezione. «Il giorno lo trascorro in azienda e la notte nello studio per snellire la parte burocratica», racconta Biocca che si occupa anche delle pratiche del Psr, del monitoraggio delle serre e dei rapporti con i clienti e con la Confagricoltura, «la mattina mi occupo della casa, preparo il pranzo per mio marito e per due dei miei tre figli che abitano ancora con noi, poi per le 10 esco e inizio la pratiche d'ufficio, passo all'azienda, controllo cosa fanno gli operai, se i lavori stanno andando bene e se stanno rispettando la tabella di marcia. Sono agronomo e quindi devo verificare e fare la rassegna di tutti i prodotti che vengono utilizzati e annotarli sui registri». La mattinata spesso prosegue tra patronati, banche e scartoffie da riempire soprattutto in questo periodo di emergenza coronavirus a causa del quale molte aziende del Fucino hanno dovuto fare a meno degli operai bloccati nei loro paesi d'origine. «Alle 13 torno a casa, cucino, mangiamo e poi via dalle 15 fino a sera di nuovo in azienda», ha continuato la mamma agricoltrice, «abbiamo oltre 70 ettari di terra e controllare tutto è complesso soprattutto perché per me l'azienda è come la casa, la devo sempre tenere in ordine e spesso mi ritrovo a sistemare attrezzi e materiali lasciati incustoditi. Curo personalmente il frutteto con circa 150 alberi e seguo gli operai soprattutto nel settore biologico per il quale sono richiesti iter particolari. Con mio marito Dino facciamo lo stesso lavoro, ma non ci incontriamo mai. Spesso se devo dirgli qualcosa lo chiamo al telefono». La sera, dopo aver preparato la cena e rassettato la cucina, Pina si dedica ai lavori d'ufficio. «A volte vado avanti fino alle 3 di notte», ha concluso, «ma non mi lamento, lo faccio da sempre, non è un ripiego ma è una scelta. Io faccio un lavoro che si chiama libertà, che ti dà tante soddisfazioni ma ti impegna anche molto. Non ho orari, lavoro a oltranza, ma è qualcosa di mio che non ha prezzo". ©RIPRODUZIONE RISERVATA

