Pineta ancora sporca, nella notte l’area verde è terra di nessuno

La protesta dei cittadini: «Non possiamo neanche passeggiare, a terra bottiglie e preservativi» Due chilometri di abbandono, dal confine con Pescara fino a via Marinelli: «Abbiamo paura»
MONTESILVANO. Di giorno un grande parco in cui correre, portare a spasso il cane, giocare con i bambini, ma la notte ritrovo per alcolizzati e alcova per prostitute e clienti. Passano gli anni, ma la doppia faccia della riserva naturale Santa Filomena resta sempre la stessa, nonostante gli sforzi delle amministrazioni comunali, che tuttavia non hanno competenza sull’area, e dei carabinieri forestali, che si occupano della sua gestione. Il polmone verde di Montesilvano, che dal confine con Pescara arriva fino a via Marinelli, abbracciando i quartieri di Santa Filomena, Villa Verlengia e Villa Verrocchio, frequentato da tanti turisti nel periodo balneare e dai residenti della zona nei rimanenti mesi dell’anno, non riesce proprio a liberarsi delle cattive frequentazioni notturne.
Fruitori che lasciano i propri segni sul terreno e che, all’alba, restano ben visibili creando disagi e pericoli per chi passeggia o fa attività sportiva all’aperto. È sufficiente percorrere i circa due chilometri di lunghezza della pineta, infatti, per incontrare fazzoletti sporchi, preservativi usati, cartacce e decine di bottiglie di birra o vino abbandonate tra la vegetazione. In particolare, per quanto riguarda il suo utilizzo da parte di prostitute e clienti, le zone privilegiate sono quelle a ridosso della strada dove la siepe che separa la riserva dal marciapiede è più fitta e presenta solo dei varchi facilmente accessibili. Il luogo ideale, quindi, per appartarsi lontano da occhi indiscreti, senza perdere tempo per allontanarsi dal centro abitato. Sul fronte bivacchi, invece, le aree prese di mira sono principalmente quelle dove sono presenti panche e sedute ricavate da tronchi, che appaiono circondate da bottiglie, mozziconi di sigarette, lattine e cartacce varie.
«Possono passare a pulire anche tutti i giorni», evidenzia C. R., residente in via Bradano, «ma tanto il giorno dopo troverai sempre qualche bottiglia o qualche cartaccia perché di notte la pineta è frequentata solo da incivili». Il problema, oltre alla siepe che isola la riserva dal lungomare, è anche la scarsa illuminazione al suo interno. Ma l’installazione di fari più luminosi, più volte sollecitata dai cittadini, è stata sempre bocciata dalla Forestale perché influirebbe sulla fauna.
«D’estate mi piacerebbe molto poter fare una passeggiata di sera, al fresco dei pini», aggiunge un pensionato che legge il giornale seduto su un tronco, «ma non solo rischio di incontrare prostitute che lavorano, ma anche gente di cui aver paura». E c’è anche chi esprime timore nel frequentarla in pieno giorno. «Vengo sempre con il mio cane, più volte al giorno», rivela F.D.B., che vive in via Sele, «una volta, arrivati sull’uscio di casa, mi sono reso conto che aveva in bocca l’involucro di un preservativo. Vi lascio immaginare il disgusto e la preoccupazione che possa riportare in casa ben altro».
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