«Pineta, dubbi sugli alberi tagliati»
Italia nostra contro gli interventi: la Riserva non si può trattare così
PESCARA. Gli ambientalisti tornano alla carica per bocciare gli interventi del Comune per la messa in sicurezza della Riserva dannunziana. Interventi, annunciati alcuni giorni fa dal Comune in occasione della prossima apertura della pineta in programma per la prima settimana di marzo, che prevedono il taglio di 170 pini pericolosi, a fronte della ripiantumazione di quasi 1.000 specie tra nuovi alberi e arbusti. Ieri, è intervenuta sulla questione Italia nostra. «Apprezziamo la volontà dell’amministrazione comunale», ha scritto in una nota l’associazione, «di impiantare 1.000 alberi, in una città che ne ha tanto bisogno. Lo chiediamo da anni e questo va considerato un primo passo, anche se ne occorrono moltissimi altri. Non possiamo condividere, invece, il metodo utilizzato che, per l’ennesima volta, evita accuratamente qualsivoglia informazione e partecipazione dei cittadini, quasi che fossero estranei ai fatti della propria città».
«Questo modo di agire», ha fatto presente Italia nostra, «è tanto più deprecabile in quanto si tratta di un intervento assai consistente in termini numerici, all’interno di una Riserva naturale di piccole dimensioni e di estrema fragilità, essendo già stata oggetto di pressioni e di degrado pesantissimi». «Non ci conforta», ha proseguito l’associazione, «che le prove di staticità degli alberi siano state condotte ad opera del dottor Rocco Sgherzi, il quale è un libero professionista che ha avuto dei contratti per l'insegnamento della materia Verde urbano dal dipartimento Dibaf dell’Università della Tuscia. Questo si occupa di stabilità degli alberi: la gestione degli ecosistemi forestali è qualcosa di più complesso del verde urbano».
«Ancora una volta», ha concluso, «l’attuale amministrazione dimostra di non avere la più pallida idea di cosa sia un’area naturale protetta, di come la si amministra, e tradisce la concezione riduttiva della pineta quale “verde urbano”, come se si trattasse di alberi in filari o di un semplice giardino pubblico. Italia nostra con altre associazioni, che includono la presenza di biologi, naturalisti, forestali, botanici accademici, ecologi, urbanisti, avvocati, da anni offrono al Comune, gratuitamente, la disponibilità a collaborare per la pineta e per il verde urbano, senza essere ascoltati. Oggi assistiamo a un mega-intervento improvvisato, di dubbia legalità».

