Pineta, servono 80mila euro per riaprire

11 Novembre 2021

L’assessore Santilli: «Si tratta dell’area del laghetto, stiamo recuperando fondi da destinare alla messa in sicurezza»

PESCARA. Vanno trovati i fondi necessari per riaprire la porzione della Pineta dannunziana che, fino all’incendio del primo agosto, era fruibile al pubblico, e cioè i comparti 3 e 4. Su questo obiettivo sta lavorando l’assessorato guidato dal vicesindaco Gianni Santilli che punta a rendere di nuovo accessibili le zone un tempo aperte alla città e ora chiuse a causa del rogo della scorsa estate. Le fiamme hanno completamente distrutto il comparto 5, provocando danni anche al 3 e al 4. Da quel giorno l’area verde dove si trova il laghetto e dove sono posizionati i giochi è chiusa, sbarrata, e il Comune intende «metterla in sicurezza per poi riaprirla», ma servono «circa 80mila euro», annuncia Santilli. «I fondi vanno trovati nel bilancio e stiamo lavorando per questo» per cui, prima di procedere agli interventi di messa in sicurezza, si dovrà avere certezza della disponibilità delle risorse.
Nel frattempo si avvicina un altro obiettivo ed è quello dell’intervento sul comparto 5, dove si sono susseguiti i sopralluoghi degli esperti nominati dal Comune per definire il percorso di rinascita di quella porzione di verde. Si tratta di Nevio Savini, Dario Febbo e Gianfranco Pirone, al lavoro già da questa estate per scrivere le tappe della nuova e futura vita del polmone verde della città.
Due giorni fa si è riunita in Comune tutta la commissione che, con gli esperti, si occupa del destino della Pineta. È stata ascoltata la relazione dei tre tecnici che indica, come primo passaggio, la pulizia del comparto 5. L’indicazione di provvedere in questo senso era già partita all’inizio del mese scorso durante un sopralluogo eseguito nel comparto 5 con Santilli e con il sindaco Carlo Masci oltre che con i tecnici di Palazzo di città.
Dopo il via libera arrivato dal tavolo di lavoro, «ora il Comune dovrà convocare una conferenza di servizi con la Regione e la Soprintendenza», spiega sempre Santilli, «proprio per definire il da farsi in vista degli interventi di pulizia. Se sarà necessario, si provvederà alla rimozione di qualche albero bruciato che risulta irrecuperabile». È stato fissato anche l’obiettivo è di «accedere il meno possibile con i mezzi a quella zona», dice il vice sindaco.
Nel comparto 5 è stata trovata una grande quantità di materiali accumulati nel tempo: non solo bottiglie e lattine lanciate dalla strada dai cittadini incivili ma anche materiali ingombranti, perfino mobili, buttati in mezzo agli alberi poi divorati all’incendio che ha cambiato il volto di quella zona. Ci sono anche i resti di un vivaio e pure quelli vanno rimossi. Il tutto per dare modo alla natura di fare il suo corso, in attesa di una rigenerazione del verde andato bruciato.
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