Pini marittimi decapitati, insorgono gli ambientalisti

17 Dicembre 2017

Francavilla, il Conalpa contesta le potature in via De Rosa Il Comune: l’intervento assicura la stabilità delle piante

FRANCAVILLA AL MARE. «Un intero viale di pini (pinus pinea) al centro di drastiche e cattive potature». La contestazione arriva dal Conalpa (coordinamento nazionale alberi e paesaggio onlus) secondo il quale l'intervento realizzato in via Alfonso De Rosa, a Francavilla al Mare, sarebbe «un pessimo lavoro, eseguito da personale per niente competente», che avrebbe «rovinato un patrimonio di decine di alberi di grandi dimensioni».
A giudizio del Conalpa, le potature indeboliscono gli alberi, con ripercussioni sulle radici e la stabilità aerodinamica. «Le chiome del pino domestico», rileva il coordinamento, «non devono assolutamente essere svuotate, né cimate, perché si espone la pianta al deperimento e a un arresto della crescita. Oltre al danno estetico, che compromette un paesaggio storicizzato, questo intervento provoca anche guasti patrimoniali con la rovina di alberi di grandi dimensioni e un danno ambientale a lungo termine. Secondo la moderna arboricoltura», osserva ancora il Conalpa, «i pini non dovrebbero mai essere potati o cimati. Va altresì rispettata scrupolosamente la forma naturale della pianta e queste operazioni vanno eseguite da arboricoltori specializzati, non da addetti alle pulizie». Al Conalpa ribatte l'assessore Williams Marinelli, dopo aver consultato l'agronomo comunale, Daniele De Marco. «Il personale incaricato dall’ente ben conosce le tecniche di potatura, giacché esegue questi interventi da anni su tutto il perimetro urbano con ottimi risultati. La scelta effettuata è stata dettata dallo stato dei luoghi, che certamente non consente interventi di potatura tradizionali, giacché parliamo di un’alberatura di pinus pinea posta a una distanza di piantagione di alcuni metri, a doppio filare, su una strada di larghezza complessiva non superiore a cinque metri. Questa situazione ha comportato uno sviluppo delle piante a dir poco asimmetrico, con accrescimento delle chiome molto disordinato e certamente non rispondente alla conformazione originaria della specie. Condizione tale da rendere necessario l’intervento eseguito secondo le modalità osservate. Al fine di salvaguardare la stabilità delle singole essenze, è stato deciso un intervento di ridimensionamento delle chiome per assicurare la stabilità delle singole piante. Particolare non meno importante, l’incolumità delle persone che transitano ogni giorno lungo la strada e la salvaguardia delle cose. Per tutelare le singole essenze, comunque, ogni taglio di dimensioni superiori agli otto centimetri di diametro viene trattato con mastici cicatriziali che contenegono prodotti chimici disinfettanti. Da ultimo, è risaputo che gli interventi cesori, diversamente da quanto indicato, generalmente producono un maggiore sviluppo radicale delle piante, con benefici per la stabilità».
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