Pino tagliato in viale Kennedy «Ma era sano»

18 Ottobre 2018

PESCARA. «A Pescara continua la strage dei pini d’aleppo. Nei giorni scorsi è stato tagliato, infatti, l’esemplare che si trova in viale Kennedy, all’angolo con via Pietro Maroncelli, che ora ha l’asp...

PESCARA. «A Pescara continua la strage dei pini d’aleppo. Nei giorni scorsi è stato tagliato, infatti, l’esemplare che si trova in viale Kennedy, all’angolo con via Pietro Maroncelli, che ora ha l’aspetto di un inutile moncone. Eppure era un albero sano, imponente, che era stato salvato grazie al movimento “Salviamo gli alberi” ma ora è stato ucciso per sempre, in sordina». Lo scrivono alcune associazioni puntando l’indice accusatore contro il Comune. Sono Italia Nostra, Archeoclub, Conalpa - Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio, Ecoistituto Abruzzo, Miladonnambiente, La Gallina Camminante, Fai - Delegazione Pescara, Forum H2O, Pro Natura Abruzzo e Oltre il Gazebo-NO filovia.
A Pescara, fanno notare, «si perpetuano silenziosamente azioni di abbattimento dei pochi esemplari rimasti, quasi monumentali, di Pinus halepensis, nonostante si tratti di una specie singolare, resistente alle bufere marine, dall’aspetto spettacolare, da cui deriva il nome di Pescara, unica conifera del litorale adriatico con un valore ecologico così alto da giustificare l’istituzione di una Riserva proprio dentro la città». Nei confronti di questa «specie arborea così identitaria» è stata portata avanti una «azione di cancellazione permanente e la sollevazione cittadina che ci fu nel 2016 non è stata sufficiente a far capire ai tecnici e agli amministratori quanto i pescaresi hanno a cuore quest’albero. Ci si chiede perché i governatori di questa città si accaniscano senza un motivo contingente contro una specie arborea che è e sarà sempre il nostro vanto».
Le associazioni ipotizzano che «l’albero sia stato abbattuto per meri motivi economici: in fondo abbattere una pianta costa circa 500 euro e il re-impianto costa altrettanto. Oppure perché essendo caduto un pino domestico (Pinus pinea L.) di fronte al Comune di Pescara e si è riaccesa la sindrome dell’albero pericoloso. Ma le due specie hanno caratteristiche e comportamenti diversi». Dalle associazioni viene quindi rilanciata la critica all’attuale amministrazione comunale che «continua nella sua modalità di malagestione delle alberature». E parte un nuovo appello: il Comune, dicono, abbia «un gesto di umiltà e di amore verso il territorio aprendo alla consultazione delle associazioni, degli enti tecnici e professionali, prima di abbattere alberi storici come il Pinus halepensis».