Piove? Caronte traghetta i turisti
Al Corallo e al Pirata si sono attrezzati con un furgone quando la strada si allaga
PESCARA. Disagi a non finire ci sono stati, in occasione della pioggia torrenziale di metà luglio, lungo viale Primo Vere, allagata al punto da costringere Alessio Pacchione, titolare del Corallo, e Angelo Sissa del Pirata, a traghettare, col furgone che si sono scambiati vicendevolmente, in totale oltre un centinaio di clienti che avevano prenotato la cena nei rispettivi ristoranti. Pacchione e Sissa hanno affisso beffardamente un cartello sui mezzi di trasporto "Shuttle-Caronte" e trasportato i clienti dalla strada fin dentro lo stabilimento. Pochi metri di asfalto «ricoperti da un fiume d'acqua di una cinquantina di centimetri, mentre, lungo la via scoppiavano i tombini e qualcuno c'è caduto dentro».
Il titolare del Corallo, dichiara che la categoria «è abbandonata da tutte le amministrazioni presenti e passate, l'unico che mi ha aiutato è stato Lorenzo Sospiri». Ma allora come si fermano le mareggiate? «Portando avanti il progetto Ri.Ca.Ma, una serie di pennelli di scogliere da posizionare in orizzontale e verticale lungo il litorale, che si è fermato nel 2009 tra il porto turistico e Vallelunga». Il Pirata, il Corallo e il lido Ombretta-Tanabata, quest'ultimo rilevato da pochi mesi da Nico Lerri e Silvano Lopo, hanno fatto fronte comune e «inviato», spiega per tutti Sissa, «decine e decine di lettere a Comune, Provincia e Regione per chiedere il ripascimento costante delle spiagge e la protezione della costa con pannelli frangiflutti, effetto barriera corallina, allo scopo di smorzare il mare e tenere a bada le mareggiate. La Regione ha dato al Comune, quest'anno, 80mila euro per sistemare il tratto di costa qui davanti, ma ci siamo sentiti dire che se volevamo i lavori dovevamo chiudere la balneazione per sette giorni. Abbiamo risposto che devono vergognarsi, perché certi lavori si fanno d'inverno, quando siamo chiusi. Non dobbiamo chiudere d'estate, quando siamo aperti. Io avevo 50 metri di spiaggia, ora 13 con 80 ombrelloni e 30 palme e sto licenziando i dipendenti, da 23 a 20, perché non posso sopportare il carico di spese». (c.c.)

