Piove, città paralizzata «È per il Corso chiuso»

25 Ottobre 2014

Sottopasso Capacchietti allagato, nuovo stop: il traffico va subito in tilt L’Aca: la pioggia non è affar nostro. Il vice sindaco accusa la scelta di Mascia

PESCARA. Città paralizzata, ieri mattina, ma non per problemi di allagamenti dovuti alla pioggia caduta per tutta la notte ma, come dice il vice sindaco Enzo Del Vecchio, «per il traffico e le strozzature che si sono fatte sentire tutte». È così che, alla vigilia della manifestazione in programma oggi per mantenere corso Vittorio chiuso alle auto, l’amministrazione comunale prende la palla al balzo per rilanciare invece una volta di più la volontà di riaprire il Corso. E dire, come nella nota a firma di Del Vecchio: «Niente emergenze a parte il traffico che, con la strozzatura della rotonda di via Teramo, il problema del sottopasso e il naturale rallentamento che ogni giorno alle condizioni attuali si verifica, ha messo in evidenza la necessità di avere un’arteria di scorrimento per non creare ingorghi. Arteria che prima era rappresentata da corso Vittorio Emanuele per consentire un’agevole e ordinato scorrere del traffico veicolare verso tutte le direzioni».

Niente emergenza «a parte il traffico», scrive Del Vecchio, ma sempre un’emergenza è se, com’è successo ieri mattina, la città si è ritrovata completamente bloccata, e addirittura inaccessibile a chi di prima mattina, proveniente da Francavilla o da Spoltore, si è trovato ad arrivare a scuola o al lavoro dopo le dieci, con almeno due ore di code e stress addosso. Il motivo è presto detto: la pioggia caduta durante la notte ha fatto riallagare il ponte Capacchietti che, com’era successo già nel pomeriggio precedente per un guasto al galleggiante, è stato chiuso nuovamente alle auto dalle tre di notte e fino alle dieci di ieri mattina, suggellando un’ulteriore chiusura che ha finito per paralizzare la città. Traffico bloccato in via Ferrari, in viale Marconi, in via Chieti e in corso Vittorio (nella parte aperta al traffico) con auto bloccate lungo tutta via del Circuito e in piazza Italia, davanti al Comune. Il tutto, di nuovo come il giorno prima, senza che i cittadini fossero minimamente informati dell’oggettiva emergenza che lo stesso vice sindaco si è preoccupato di spiegare intorno alle nove di ieri mattina sul suo profilo facebook: «Un guasto all’impianto di sollevamento di una condotta dell’Aca nei pressi del ponte Capacchietti ne ha determinato la sua chiusura al fine di garantire la viabilità ma soprattutto la tutela della pubblica incolumità». Lo stesso Del Vecchio, da mezzanotte e mezza alle tre di ieri notte, è stato impegnato, come racconta al telefono, «con il dirigente del Comune Pierpaolo Pescara, il maggiore Palestini e gli uomini del Comune per verificare se arrivava il personale dell’Aca e se era possibile rimuovere l’inconveniente. Alle tre», spiega, «di fronte all’impossibilità delle pompe di assorbire l’acqua che si era accumulata nel sottopasso abbiamo deciso di chiudere».

Ma per quanto ancora si dovrà correre il rischio che al primo acquazzone, prima dei tecnici comunali arrivi nel sottopasso allagato qualche inconsapevole automobilista, con tutti i rischi e le conseguenze che hanno già portato alla morte di Anna Maria Mancini, il 2 dicembre dell’anno scorso, nel sottopasso di Fontanelle?

Risponde ancora Del Vecchio: «Il problema del deflusso delle acque non è più rinviabile, un ragionamento tra Aca e Comune ci deve essere e per questo ci siamo sentiti con l’amministratore unico dell’Aca per concordare un incontro, in programma venerdì». Per dirsi cosa, lo spiega l’amministratore unico dell’Aca, Enzo Di Baldassarre:

«Bisogna affrontare il problema delle acque bianche, ma non è un problerma di Aca che gestisce invece le fogne. Le acque bianche, quelle piovane, sono di competenza comunale. Il problema è che quando il Comune non sa più dove far defluire le acque piovane le butta nelle fogne e da qui al depuratore, che non ce la fa a ricevere tutto. È un problema oggettivo che va affrontato subito. Ci vuole un sistema di smaltimento delle acque separato, che porta le acque bianche, quelle piovane, al fiume. Per quanto ne so, a Pescara c’è una rete separata sul 30 per cento della città, non è poco, ma bisogna incrementarla e questo dipende molto anche dagli interventi per lo sviluppo urbano che si deciderà di andare a fare. Quanto al ponte Capacchietti», conclude Di Baldassarre, «ci sono due pompe, ma sono apparecchiature elettroniche che si possono fermare anche se va via la luce, com’è successo giovedì sera. Due pompe che comunque non bastano più da quando il sottopasso del ponte Capacchietti è stato raddoppiato e con questo anche la sua portata».

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