Piove, il bagno è vietato L’Arta: ma il mare è pulito

Sversamenti per il maltempo impongono il divieto di balneazione fino a domani Il Comune: «Improrogabile il raddoppio del depuratore, la Regione ha i fondi»
PESCARA. L’acqua del mare è pulita e balneabile. Anzi no: per un paio di giorni è di nuovo off limits. La difficile e ormai schizofrenica estate 2016 continua tra altalenanti e complicati allarmi sull’inquinamento del tratto di costa pescarese. Così, mentre l’Arta assicura che i campionamenti di routine effettuati dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale stessa lo scorso 9 agosto hanno dato «risultati conformi su tutto il litorale di Pescara», ecco che, avverte il Comune, «a seguito delle piogge di ieri (mercoledì 10 agosto ndr) e della comunicazione dell’Aca circa gli sfiori, è stato necessario ricorrere nuovamente al divieto temporaneo di 48 ore di balneazione».
Il divieto vige dunque fino a domani mattina sulla riviera a Nord nella zona antistante via Muzii (dallo stabilimento Hai Bin fino alla Paranza compresi) e a Sud nella zona antistante Fosso Vallelunga (dalla Zattera al Circolo della Vela).
Insomma l’insufficienza del depuratore torna a colpire: temporale e sversamento delle fogne a mare sembra diventata una equazione imprescindibile. E l’amministrazione cittadina insiste sulla urgenza di raddoppiare l’impianto di depurazione, annunciando che la Regione proprio ieri ha destinato per questo scopo al comprensorio pescarese 30 milioni delle nuove risorse dei fondi Par/Fsc che questa settimana il governo ha deliberato in favore dell'Abruzzo.
«Questa mattina due dati contrastanti mettono ancora una volta in evidenza come la qualità delle acque di balneazione di Pescara si riacquista esclusivamente attraverso il sistema di duplicazione dell'attuale depuratore e, a lungo termine, con la separazione delle acque bianche dalle nere», si legge in una nota del sindaco Marco Alessandrini e del vice Enzo Del Vecchio. «Infatti, dopo le piogge di ieri (mercoledì ndr) e seguendo l'obbligo prescritto dalle norme nazionali e regionali, il depuratore di Pescara non è stato in grado di gestire tutte le portate di acqua reflue e piovana e l'Aca ha comunicato di aver dovuto attivare gli sversamenti a fiume su alcune delle condotte». «Intanto», aggiungono, «proprio oggi acquisiamo la comunicazione dell'Arta sui prelievi che seppure fatti in mare lo scorso 9 agosto, 48 ore dopo il divieto di balneazione che abbiamo emesso a seguito delle piogge del 6, hanno dato valori di conformità alla balneazione su tutti i punti di campionamento del litorale cittadino, nessuno escluso. Queste due situazioni confermano come ormai sia non più rinviabile intervenire sul depuratore e sulle condotte delle acque reflue».
Sindaco e vicesindaco ricordano «il pieno sostegno economico da parte della Regione che ci ha comunicato di aver destinato al comprensorio pescarese circa 30 milioni. Una risposta immediata e un'attenzione ormai “maniacale”», si sostiene nella nota, « che la filiera istituzionale riversa sulla questione balneazione, facendone priorità assoluta». «Continueremo a lavorare anche in questi giorni per recuperare il troppo tempo perduto durante le decine di anni trascorsi senza iniziativa, non escludendo di sollecitare l'ipotesi avanzata dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso, ovvero di richiedere al Governo la nomina di un commissario straordinario con poteri in grado di accelerare i tempi realizzativi dei programmi e progetti inerenti tale materia».
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