Piovono massi, divieto per la Cisterna

Il sindaco di Bolognano vieta l’accesso al sentiero che porta alla pozza d’acqua, d’estate meta di migliaia di visitatori
BOLOGNANO. Un’ordinanza del sindaco di Bolognano Silvina Sarra dello scorso 20 luglio, chiude alla frequentazione di tutto il territorio comunale afferente al più bel luogo naturalistico denominato il sentiero La Cisterna, la pozza d’acqua fresca e limpida del fiume Orta dai riflessi multicolori, meta di moltitudini di visitatori, per il rilevato evento di caduta massi dalle sponde del corso d’acqua. Il rilievo e la conseguente segnalazione alla autorità comunale sono stati effettuati dai carabinieri forestali del comando stazione di Caramanico Terme, finalizzati alla salvaguardia della pubblica incolumità. Le pareti del corso d’acqua sono diffusamente punteggiate da spuntoni di roccia incastrati nel sottofondo che con l’infiltrazione delle acque piovane e con lo scorrimento di quelle superficiali vengono a trovarsi in condizioni di equilibrio instabile con la elevata probabilità di distacchi improvvisi, con rotolamenti e franamenti verso il letto del fiume. Un provvedimento, dunque, finalizzato alla prevenzione di infortuni visto che la zona è molto conosciuta dagli escursionisti e solitamente proprio nei mesi estivi è frequentatissima.
Il fascino di questi luoghi è di grande attrazione. Proprio nella Cisterna anni addietro era possibile anche fare il bagno, oggi pratica assolutamente vietata. Lungo tutto il corso del fiume è interdetto anche l’attraversamento in acqua, consentito però solo dove ci sono le adeguate misure di sicurezza o passerelle predisposte. L’ordinanza pone la sua validità fino a quando non siano effettuati interventi, o osservate condizioni di sicurezza per la frequentazione dei luoghi, cosa che richiederebbe notevolissimi investimenti. Il provvedimento del sindaco impone che l’area interessata sia segnalata con adeguata e specifica cartellonistica, anche stradale, di divieto, con particolare riferimento nella parte iniziale del sentiero naturalistico di accesso alla zona.
Il primo riflesso provocato da questo disagio è la mancata presenza di visitatori che durante l’estate frequentavano giornalmente il luogo da dove preferibilmente si accede proprio dal centro di Bolognano, a partire dalle vicinanze della chiesa di Sant’Antonio. Soprattutto nei fine settimana il paese veniva completamente invaso e le auto trovavano parcheggio solo lungo la strada provinciale di accesso al paese. Ora niente di tutto questo. Il flusso turistico è ridotto ai minimi termini se non completamente azzerato.
Il provvedimento sindacale avverso il quale si può ricorrere al Tar entro 60 giorni, e al Presidente della Repubblica entro 120, è stato inviato agli enti regionali interessati alla protezione civile e dei beni naturalistici, alla difesa del suolo, alla sicurezza idraulica, al servizio dei Parchi e Riserve e al Genio civile.
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