Pirati informatici Colpi nel Pescarese
Nel giro di otto mesi avevaguadagnato oltre 1,2 milioni di euro la banda di pirati informatici operativa tra l'Italia ela Romania smantellata con una operazione coordinata dallaProcura di Milano e...
Nel giro di otto mesi aveva
guadagnato oltre 1,2 milioni di euro la banda di pirati informatici operativa tra l'Italia e
la Romania smantellata con una operazione coordinata dalla
Procura di Milano e condotta dalla Polizia postale e delle
Comunicazioni in tandem con una squadra investigativa romena. Il gruppo, che ha depredato almeno 109 persone, ha agito anche nel Pescarese. Venti le persone arrestate, di cui 9 nel paese balcanico. Come ipotizza l'indagine di Alberto Nobili, responsabile del
pool antiterrorismo che si occupa anche del contrasto al
cybercrime, e del pm Francesco Cajani, la banda ha provveduto a svuotare i conti postali e online con relative carte ricaricabili delle vittime usando una strumentazione tecnica in grado di mettere a segno facilmente furti di identità, creare falsi siti esca di Poste Italiane, Che
Banca e Banca Intesa, ed e-mail trappola. Ad incastrare il gruppo criminale specializzato in phishing, è stato un trojan, e cioè un virus inoculato nel computer di
uno dei capi, che ha consentito di registrare in presa diretta l'attività della banda.
guadagnato oltre 1,2 milioni di euro la banda di pirati informatici operativa tra l'Italia e
la Romania smantellata con una operazione coordinata dalla
Procura di Milano e condotta dalla Polizia postale e delle
Comunicazioni in tandem con una squadra investigativa romena. Il gruppo, che ha depredato almeno 109 persone, ha agito anche nel Pescarese. Venti le persone arrestate, di cui 9 nel paese balcanico. Come ipotizza l'indagine di Alberto Nobili, responsabile del
pool antiterrorismo che si occupa anche del contrasto al
cybercrime, e del pm Francesco Cajani, la banda ha provveduto a svuotare i conti postali e online con relative carte ricaricabili delle vittime usando una strumentazione tecnica in grado di mettere a segno facilmente furti di identità, creare falsi siti esca di Poste Italiane, Che
Banca e Banca Intesa, ed e-mail trappola. Ad incastrare il gruppo criminale specializzato in phishing, è stato un trojan, e cioè un virus inoculato nel computer di
uno dei capi, che ha consentito di registrare in presa diretta l'attività della banda.

