«Piscina comunale, una gestione che costava cara ai contribuenti»

5 Febbraio 2016

San Giovanni Teatino, in un esposto dei Cinque Stelle le contestazioni alla nuova Sangiò Nuoto Arl L’indagine della procura di Chieti cercherà di fare chiarezza sulla conduzione degli spazi d’acqua

SAN GIOVANNI TEATINO. Un’indagine della magistratura per fare luce sulle contestazioni del gruppo Cinque stelle di San Giovanni Teatino sulla presunta mala gestio della piscina comunale, che costa uno sproposito ai contribuenti (nel 2013, 380mila l’anno). L’esposto pentastellato ruota intorno alla nascita, nel 2013, della Sangiò Nuoto Arl, che annovera tra i fondatori l’ex assessore allo Sport, Paolo Cacciagrano.

Società senza fini di lucro che, a un certo punto, assume la conduzione degli spazi d’acqua nel palazzetto del nuoto, senza che risulti da nessuna parte una procedura d’affidamento. La procura, che ha già acquisito la documentazione, dovrà accertare se vi siano irregolarità. Le corsie delle vasche erano state assegnate dalla municipalizzata Fb Servizi, nel 2011, con il divieto di cedere a terzi i diritti dell’accordo, all’associazione Sangiò Nuoto, della quale a settembre 2013 si perdono le tracce, perlomeno in piscina. Al suo posto arriva infatti un’altra Sangiò, costituita ex novo dinanzi al notaio Edenio Franchi, di Chieti, con dentro il cda l’assessore Cacciagrano e sede legale nella piscina. L’anno dopo Cacciagrano cessa la sua esperienza nella giunta Marinucci, sfiduciato dalla maggioranza. Attualmente non fa più parte della Sangiò e agli atti non risultano né la revoca dell’incarico alla vecchia Sangiò, né il contratto alla neonata società Sangiò.

«Dal secondo semestre 2013» scrivono i pentastellati nell’esposto «la Fb fattura le concessioni alla nuova Sangiò, nel cui bilancio di quell’anno risulta la spesa per l’affitto degli spazi d’acqua». La Sangiò, che gestisce ancora gli spazi d'acqua dopo aver partecipato per la prima volta a un bando pubblico nel 2015 dalla Sgt Multiservizi, incassa i soldi degli abbonamenti della scuola nuoto, adulti e bambini, e delle attività di fitness, paga gli istruttori e l’affitto delle corsie che utilizza per le attività, costi d'affitto rimasti per anni molto popolari, aumentati solo l'estate scorsa dal Comune.

A pagare tutto il resto (utenze, sicurezza e manutenzione) è il Comune, attraverso la municipalizzata, Fb prima, adesso Sgt Multiservizi. «Non è agli atti» attaccano i grillini «nessuna autorizzazione all’utilizzo della piscina come sede della Sangiò. L’impianto sportivo è una risorsa per la comunità, va salvaguardata. Su indicazione di diversi cittadini, abbiamo approfondito la concessione degli spazi d'acqua, esaminando i documenti abbiamo notato quelle che secondo noi sono anomalie, tanto da sentirci in dovere di informare la procura. La piscina è solo un esempio di cattiva gestione. Decenni di mala politica, spesso travestita da pseudo-successi, presentano ora un conto salato. Il cambiamento richiesto alle elezioni del 2011 è stato disatteso».

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