Piscina senza sollevatore, disabile escluso dal nuoto
PENNE. Un ragazzino di 12 anni, disabile di Montebello di Bertona, non potrà partecipare alla scuola nuoto organizzata dalla colonia comunale. La piscina all’aperto del centro sportivo di Penne non...
PENNE. Un ragazzino di 12 anni, disabile di Montebello di Bertona, non potrà partecipare alla scuola nuoto organizzata dalla colonia comunale. La piscina all’aperto del centro sportivo di Penne non ha un sollevatore per permettergli di entrare e uscire dall’acqua.
Il padre del ragazzo, Niclo Durante, vicepresidente dell’associazione Carrozzine determinate, accusa l’amministrazione comunale di Montebello. «A Montebello, il Comune discrimina i bambini disabili, infatti ha organizzato un corso di nuoto e i bambini che non possono entrare in acqua da soli non possono partecipare. È una cosa gravissima che lede la dignità delle persone e viola i diritti delle persone con disabilità. Il corso dovrebbe partire il 18 luglio e concludersi il 30 luglio, dalle 8 alle 12, dal lunedì al sabato al centro sportivo di Penne. Chiedo l’immediato spostamento del corso in una struttura idonea oppure la cancellazione. Sarà mia premura portare questa discussione anche alle istituzioni regionali, al fine di tutelare la disabilità a 360 gradi nei Comuni dove manca la sensibilità verso queste problematiche», ha detto il padre del ragazzo.
Fabrizio Di Flavio, responsabile tecnico dell’Asd Acquatika che gestisce l’impianto, spiega: «Noi non abbiamo rifiutato nessuno. Io ho anche l’idoneità per poter far lezione al ragazzo. Il problema è che l’impianto non ha un sollevatore elettronico che possa permettere di far entrare e far uscire dalla piscina il ragazzo in totale sicurezza. Farlo manualmente significherebbe andare incontro a dei rischi», dice Di Flavio.
Anche il sindaco di Montebello, Venanzio Fidanza interviene per precisare la posizione dell’ente: «Voglio bene al ragazzo come un figlio. Come amministrazione abbiamo preso informazioni in tante strutture della zona, ma nessuna aveva a disposizione gli strumenti e le attrezzature necessarie per far entrare in acqua il ragazzo. Il ragazzo sarà comunque coinvolto nelle altre attività sportive della colonia e, per quanto possibile, sarà messo in condizione di esser più partecipe possibile durante le lezioni di nuoto. L’unica struttura in grado di ospitarlo agevolmente», conclude il sindaco, «è quella della Paolo VI, ma non ci è sembrato corretto portarlo da solo in un’altra struttura». (f.bel.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

