Pista ciclabile ad alto rischio «Quando arriva il cordolo?»

Viale Regina Margherita: i ciclisti aspettano da tre anni la cintura protettiva lungo il tracciato, pieno di crepe e continuamente invaso da auto e motocicli
PESCARA. I ciclisti aspettano il cordolo di protezione sulla pista di viale Regina Margherita inaugurata tre anni fa, agosto 2016, e già invecchiata tra buche, dossi e crepe.
La pista azzurra, che collega viale Muzii a piazza della Rinascita, è resa altamente pericolosa da invasioni continue di vetture, moto e ciclomotori che sfrecciano rasentando i fianchi dei bikers che procedono nei due sensi di marcia nord-sud.
Incursioni frequenti causate da altri veicoli parcheggiati in doppia fila anche solo per pochi minuti, con gli automobilisti che si fermano a prendere un caffè, il giornale o un etto di prosciutto. E se da una parte i commercianti lamentano l’inutilità del tracciato ciclabile perché rovina loro gli affari insieme alle multe della Ztl (Zona a traffico limitato), dall’altra i ciclisti protestano per la scarsa sicurezza del percorso e reclamano la protezione del tracciato con un cordolo.
Silvana Cocuzza, procede con la bici in direzione del centro. Va al lavoro, ha fretta. La fanno innervosire «le invasioni delle auto sulla pista perché», spiega, «mi costringono ad occupare, a mia volta, l’altra corsia di marcia della pista mentre dall’altra parte arriva un altro ciclista che impreca contro di me. Tutti i giorni rischio di essere investita: o da una macchina o da un altro ciclista che procede nel suo senso di marcia. Ma quando si decidono a mettere un cordolo di protezione?». In realtà, il Comune aveva programmato il posizionamento di una cintura protettiva circa un annetto fa, poi non se ne è fatto più nulla. E per ora dall’amministrazione non arrivano notizie in tal senso. L’assessore alla Mobilità Marco Presutti ricorda che sono in programma «interventi sulla mobilità sostenibile di 2 milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili e riconnessioni di percorsi esistenti». Al momento, però, non è citata la creazione di un cordolo sulla pista ciclabile di via Regina Margherita che, malgrado, i paletti, ha un elevato grado di pericolosità.
Barbara Di Bernardo, alle dipendenze di un caseificio in via Aterno, torna a casa col figlioletto di 9 anni seduto sul seggiolino della bici. Ad un certo punto si gira di scatto, spaventata. Una vettura le sfreccia accanto ad alta velocità da viale Muzii, direzione centro. «Percorro spesso questo tratto», dice ancora col cuore in gola, «il rischio di essere investiti è continuo. Sono preoccupata per i tanti bambini che vedo ogni mattina andare in bicicletta a scuola».

