«Pista ciclabile pericolosa i lavori vanno fermati»

20 Aprile 2016

Atto d’accusa dell’architetto Di Giampietro: il percorso sulla riviera sfratta i parcheggi e ruba troppo spazio ai marciapiedi. Ma il cantiere va avanti

MONTESILVANO. Una pista ciclabile pericolosa, non a norma, che riduce i parcheggi e lo spazio per i pedoni e, soprattutto, che crea barriere architettoniche. È questo il grido d’allarme lanciato dall’architetto Giuseppe Di Giampietro che punta il dito in particolare contro il tratto montesilvanese del progetto Bike to Coast, la pista ciclabile che una volta terminata si snoderà lungo tutta la costa abruzzese collegando San Salvo a Martinsicuro per un totale di 131 chilometri. A distanza di qualche mese dall’avvio degli interventi che hanno trasformato viale Aldo Moro in un grande cantiere in movimento, creando anche disagi agli automobilisti, Di Giampietro riaccende i riflettori sull’opera pubblica finanziata dalla Regione e realizzata in autonomia dai Comuni coinvolti. A preoccupare l’architetto, curatore del portale Webstrade.it, sono in particolare una serie di «errori di progettazione» che rischiano di rendere la pista ciclabile pericolosa. A fare i conti con un grave incidente, domenica sera, è stato intanto un motociclista, caduto e poi investito da un’auto all’altezza del cantiere di via Marinelli, a causa di un cordolo di cemento presente sulla carreggiata e non più segnalato dopo l’eliminazione dei birilli rossi installati nei mesi scorsi dall’amministrazione e poi rimossi per lasciare spazio alle ruspe.

Ma quali sono le motivazioni che spingono l’architetto a chiedere lo stop dei lavori al grido di «fermiamoli»? La prima ragione, è che Bike to Coast «vandalizza il lungomare di Montesilvano con un progetto quasi segreto ma pieno di errori progettuali», riducendo i marciapiedi e «creando un mostruoso velodromo, senza verde, senza parcheggi, pericoloso per pedoni e biciclette, e senza rispettare le norme sulle barriere architettoniche né il Codice della Strada». Per realizzare un’unica pista ciclabile, collegando i vari monconi già presenti, effettivamente, l’amministrazione ha dovuto finora sacrificare diversi parcheggi. È ciò che è già avvenuto nel primo tratto interessato dagli interventi, ossia quello tra via Isonzo e via Marinelli, dove i parcheggi presenti sul lato mare, gli unici della via, sono stati cancellati per ospitare la pista. A pagarne lo scotto soprattutto i disabili, dal momento che proprio in quel tratto trova spazio una delle spiagge libere accessibili. A tal riguardo, nei mesi scorsi la giunta Maragno ha garantito che lo stesso numero di parcheggi sarebbe stato poi ricavato sul lato opposto della strada, ma in questo caso la riduzione del marciapiedi sarà inevitabile per consentire il doppio senso di circolazione. «Nel progetto della Provincia (e in quello approvato dal Comune) ci sono diversi errori progettuali», aggiunge l’architetto, «ma nessuno ha ritenuto di pubblicare il progetto prima che fosse realizzato, per ascoltare osservazioni e suggerimenti da parte di cittadini e portatori di interesse». A detta di Di Giampietro, tuttavia, «l’intervento potrebbe ancora essere realizzato con maggior ragionevolezza, ma occorre essere disponibili ad ascoltare e a discutere».

Intanto, gli interventi proseguono e da qualche giorno un nuovo cantiere è stato aperto anche nel secondo tratto interessato dagli interventi, ossia quello in zona Santa Filomena. L’ultimo tratto in cui gli operai entreranno in azione, infine, sarà quello che va da via D’Andrea fino al sottopasso ferroviario. L’intera opera montesilvanese, realizzata su un progetto dell’architetto Piero Pandolfi e finanziata dalla Regione, ha un costo di 285 mila euro circa.

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