Pista di pattinaggio creata dentro casa per le due campionesse in erba

LANCIANO. Birilli e ostacoli per pattinare tra veranda e cucina o una tavola da surf al centro del salotto per esercitarsi a stare in equilibrio. Ai tempi del coronavirus la missione a casa Di Iulio...
LANCIANO. Birilli e ostacoli per pattinare tra veranda e cucina o una tavola da surf al centro del salotto per esercitarsi a stare in equilibrio. Ai tempi del coronavirus la missione a casa Di Iulio è non perdere il sorriso. Nell’esilio domestico papà Andrea e le sue bambine, Nicole, 10 anni, e Alisia, 3, non rinunciano nemmeno a un po’ di esercizio fisico, mentre aspettano che mamma Manuela torni a casa da lavoro.
«Ha una parafarmacia, quindi, è tra le attività che devono stare aperte», spiega Andrea. Prima di rientrare a casa Manuela segue ormai un preciso rituale. «Ogni giorno sta a contatto con tantissima gente», racconta il marito, «pur cambiando spesso mascherina e guanti, quando torna si toglie le scarpe fuori, va subito a lavarsi le mani, si cambia i vestiti che ha usato a lavoro e fa una doccia. Io e le bambine la aspettiamo per mangiare tutti insieme».
Operaio alla Sevel di Atessa, Andrea, invece, da qualche giorno è a casa e dedica tutto il tempo alla famiglia. «Prima che lo stabilimento chiudesse, in base alla mia turnazione, portavo le bambine dai nonni», spiega, «poi ho iniziato ad usufruire dei congedi parentali, ma adesso la Sevel è chiusa. Personalmente penso che farebbero bene a chiudere le fabbriche che non producono beni di prima necessità, non si riesce ovunque a garantire le distanze di sicurezza».
Prima le lezioni sospese, poi le norme più stringenti per arrestare il contagio da Covid-19 che da 12 giorni costringono tutti a restare in casa. «I primi giorni Alisia si svegliava e prendeva il grembiule per andare all’asilo», racconta papà Andrea, «la più grande, Nicole, invece non faceva domande. Fino a quando non ci siamo “scontrati” sul divieto tassativo di uscire in bici o con i pattini sulla pista ciclabile, come facevamo sempre. È allora che abbiamo deciso di spiegare loro cosa stava accadendo. Che cos’è il virus, come si trasmette e che purtroppo può anche far morire una persona, specie se ha delle malattie gravi già in corso. Che dobbiamo lavarci le mani spesso anche se stiamo tutto il giorno a casa. Alla grande non abbiamo nascosto nulla». In casa Di Iulio la giornata inizia verso le 8.30. «Cerco di svegliare le bambine all’incirca allo stesso orario di quando andavano a scuola», dice il capofamiglia, «e dopo colazione le vesto, non voglio che stiano in pigiama durante la giornata. Solo che al posto delle scarpe indossano le calze antiscivolo». Intorno alle 10 per Nicole inizia l’appuntamento con i maestri e i compagni di classe: a volte arrivano solo test o compiti via Whatsapp, altri giorni ci si collega in videochiamata per organizzare una nuova ricerca o chiarire i concetti che non si sono ben compresi. Anche alla piccola arrivano fogli da colorare dalla maestra dell’asilo.
«Sentono molto la mancanza di maestri e compagni di classe», spiega Di Iulio, «c’è stato uno stacco troppo di impatto. I rapporti sono ridotti ormai a quelli telefonici, così come con gli amichetti del palazzo: vorrebbero scendere in giardino per stare insieme, ma non si può». Le ore in casa passano facendo i compiti o cucinando con papà. «In questi giorni spesso abbiamo impastato e preparato dolci, è un modo per passare il tempo», dice Andrea, «poi dopo pranzo Nicole si dedica ai compiti e Alisia fa un pisolino». Alle 17.30 inizia il momento più spassoso della giornata. Papà Andrea, istruttore di pattinaggio, ricrea un circuito con i birilli, le sedie diventano gli ostacoli e il tavolino un tunnel da attraversare. Nicole, piccola campionessa di pattinaggio artistico, e Alisia inforcano i pattini e partono, sotto lo sguardo dei cagnolini Jerry e Ares. «Ci alleniamo anche a stare in equilibrio sulla tavola per il Sup, facciamo esercizi liberi oppure mettiamo la musica e balliamo. A sera, insomma, arrivano abbastanza stanche», dice divertito Di Iulio. Le uscite sono limitate a pochissime occasioni. «Esco io a fare la spesa sotto casa o per portare a spasso i cani», spiega Andrea, «abbiamo anche due caprette in campagna da accudire. A volte porto le bambine con me, lì non c’è nessuno e così loro possono stare un po’ all’aria aperta». Le giornate trascorrono piene in casa Di Iulio ma, inevitabile, arriva anche qualche momento di sconforto. «Il momento più duro è stato qualche giorno fa, Nicole è scoppiata in lacrime perché voleva rivedere la nonna», racconta Andrea, «sono legatissime ai nonni, è più duro accettare la distanza con loro. Spesso mi chiedono se tutto questo durerà ancora a lungo, se non potremo più uscire. Rispondo loro che non bisogna arrendersi, le difficoltà vanno superate. Da questa situazione stiamo imparando tutti qualcosa, adulti e bambini», sottolinea Andrea, «ma la mattina il sole esce sempre, tutto questo finirà e riabbracciarci sarà più bello di prima».

