Piste ciclabili: 10 chilometri da realizzare in cinque anni

I prossimi interventi del Comune in centro, nella zona dell’università e in via Pepe Vicino al Rampigna, un ponte ciclopedonale parallelo ai binari della ferrovia
PESCARA. La forma è quella di un fiore, con quattro petali colorati. È la ciclopolitana di Pescara, la rete ciclabile progettata per attraversare la città sulle due ruote. È composta da quattro anelli, perché tante sono le zone in cui è stata suddiviso il territorio, con tre assi di delimitazione e attraversamento, per un totale di 50 chilometri. A Palazzo di città si continua a lavorare su questo progetto, con l’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità Luigi Albore Mascia e il mobility manager Pier Giorgio Pardi. E se con la precedente amministrazione comunale è stato raggiunto il traguardo dei 31 chilometri di piste ciclabili, ora si punta a realizzare altri dieci chilometri, nell’arco dei cinque anni di mandato della giunta Masci.
Una parte di questi dieci chilometri è stata già progettata e anche appaltata, spiegano l’assessore e il Mobility manager elencando anche i lavori prossimi alla realizzazione e cioè «l’anello che si chiude sul Comune» e che prevede un percorso per le due ruote in «via Caduti del forte, rotatoria di Rampigna, piazza Garibaldi, via Conte di Ruvo e via Marconi». E poi ancora «Università, via Pollione (traversa di viale Pindaro), via Pepe, fino al mare, e da via d’Avalos (incrocio con via Pepe) fino all’Aurum e da lì al mare».
I quattro anelli della ciclopolitana interessano rispettivamente il centro, Porta Nuova, l’area di San Donato e la zona dell’ospedale, che si «raccorderanno con un asse», parallelo al mare. Questo asse, destinato ai ciclisti più veloci, ad esempio chi deve raggiungere il posto di lavoro ogni mattina, rapidamente, è rappresentato da «strada parco, area di risulta e una pista ciclabile sopraelevata che attraverserà i due sottopassi della rotatoria di Rampigna. In parte questa sopraelevata si sta già realizzando e consiste in un ponte ciclopedonale parallelo ai binari che si congiunge all’avanzamento in corso di realizzazione da parte di Rete ferroviaria italiana. L’asse arrivare fin verso Francavilla e passa dietro l’università.
L’obiettivo è di dare ai ciclisti la possibilità, tra anelli e dorsali, «di muoversi in città sulle piste ciclabili in sicurezza» seguendo le indicazioni di una legge del 2018 che obbliga i Comuni a realizzare una «rete integrata di mobilità ciclistica», disincentivando l’uso delle auto private. Di modelli da seguire ce ne sono diversi, primo tra tutti «Pesaro, che conta 96 chilometri di piste ciclabili e ha visto diminuire il traffico del 26 per cento».
Di pari passo con il lavoro del Comune scorre quello della Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab), rappresentata da Filippo Catania, che collabora con Palazzo di città e al prossimo incontro con Mascia - i primi di ottobre - illustrerà le criticità rilevate sulla pista ciclabile realizzata di recente in viale Muzii, dove sono in corso i rilevamenti della Fiab. Per la Federazione la realizzazione della rete ciclabile «è importante» ma fino ad ora si è andati avanti «a pezzi» e ora si spera, commenta Catania, che i vari tratti vengano «collegati» e che si faccia «il salto di qualità» della ciclopolitana a cui punta Mascia.

