Piste ciclabili come parcheggi: le bici finiscono nel traffico

L’associazione Fiab al sindaco: «Si rischiano penalizzazioni In troppi lasciano l’auto con la scusa che è solo un attimo»
PESCARA. Piste ciclabili usate come parcheggi veloci, soste brevi di automobilisti che “è solo un attimo”, e intanto costringono i ciclisti a rimediare sulla strada. Sono gli indisciplinati fotografati da Fiab Pescarabici che, documentazione alla mano, ha inviato tutto al sindaco Carlo Masci, all’assessore alla Mobilità, Luigi Albore Mascia, e ai gruppi consiliari.
«Non è passato molto tempo da quando abbiamo consegnato al Comune di Pescara la bandiera dei Comuni ciclabili. La valutazione era ante Covid e nel frattempo il Comune ha portato avanti il progetto Pesos, per cui ha ritirato anche il premio Urban Award 2019, che fra bici in prestito e attività informativa, prevede la realizzazione di piste ciclabili, come quella del “quadrilatero”, di cui fanno parte il ponte D’Annunzio e la rotatoria del Rampigna. Tutte colorate e quindi molto evidenti. Eppure», ed ecco le bacchettate ai cittadini, «molti automobilisti continuano ad avere una visione del passato, quando questi tracciati non esistevano e quindi per andare “un attimo” al bar, al tabacchino, in banca, al fruttivendolo, lasciano ancora la macchina, attivando le 4 frecce, sulle nuove piste, costringendo i ciclisti a muoversi in mezzo alla strada. Così accade sul ponte D’Annunzio, lato mare, come intensissimo è il parcheggio lungo la rotatoria del Rampigna, per il prelievo al bancomat e altro. Tutti sono fermi sulle piste “un attimo”. Ma», avverte l’associazione, «se nell’attività di valutazione del grado di ciclabilità di un comune, Fiab dovesse aggiungere anche il livello di rispetto da parte degli automobilisti degli spazi comuni individuati dalla segnaletica verticale e orizzontale, forse potrebbero scattare anche penalizzazioni». (e.r.)
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