Piste ciclabili e allagamenti I progetti di 50 architetti

7 Luglio 2018

MONTESILVANO. Ripensare il suolo e le piste ciclopedonali, come elemento di riqualificazione urbana e per dare una risposta agli eventi alluvionali che sempre più spesso colpiscono Montesilvano....

MONTESILVANO. Ripensare il suolo e le piste ciclopedonali, come elemento di riqualificazione urbana e per dare una risposta agli eventi alluvionali che sempre più spesso colpiscono Montesilvano. Questo il fil rouge del laboratorio curato dal professor Antonio Clemente, nell’ambito del corso di Urbanistica alla facoltà di Architettura di Pescara. Oltre 50 aspiranti architetti, suddivisi in gruppi, hanno lavorato sul territorio di Montesilvano, predisponendo progetti incentrati sulla slow mobility.
I progetti sono stati elaborati su 5 aree del territorio cittadino: l’area di palazzo Baldoni, con il parco Giovanni Paolo II; l’area di piazza Diaz, con un focus lungo via Roma; la zona della stazione ferroviaria; quella di corso Strasburgo e via Spagna e, per finire, l’area che gli studenti hanno chiamato parco Emiciclo, a ridosso del lungomare. Per ciascuna area sono state pensate piste ciclopedonali, spazi dediti al bike sharing, parcheggi di scambio, zone pedonali e aree verdi, nell’ottica di un unico grande corridoio, che giunga da palazzo Baldoni fino al lungomare, tutto riservato alla mobilità slow. In ciascuna area sono state anche prese in esame le problematiche legate agli allagamenti, fornendo soluzioni alternative come ad esempio gli “Stormwater Tree” o delle vasche di laminazione anti allagamento. «Negli ultimi anni a Montesilvano sono aumentati gli allagamenti urbani derivanti dagli eventi atmosferici estremi», ha sottolineato il professor Clemente. «È una constatazione che apre a nuovi scenari di progetto: la rete ciclabile deve essere considerata non solo come un’infrastruttura per la slow mobility, ma anche come un’attrezzatura urbana in grado di contribuire al trattamento e alle gestione delle acque meteoriche. È una sfida che, se ben impostata, può essere di grande giovamento non solo per i ciclisti, ma per l’intera città».