Pistola e cocaina in casa, scatta l’arresto

Smantellata centrale dello spaccio a Montesilvano. Ai domiciliari Antonio Caruso, 44 anni, originario di Avellino
MONTESILVANO. Una pistola con la matricola cancellata e 28 grammi di cocaina. È il materiale che il personale della squadra mobile di Pescara ha trovato in casa di Antonio Caruso, 44enne residente a Montesilvano, originario di Avellino, arrestato subito dopo il controllo eseguito dalla polizia nella sua abitazione. È stato sottoposto agli arresti domiciliari per problemi di salute e dopo il sequestro dell'arma e della droga sono stati promossi altri accertamenti, per capire la provenienza della pistola.
Se gli uomini della mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, hanno fatto irruzione in casa di Caruso è perché nei giorni scorsi gli equipaggi della squadra volante, diretta da Dante Cosentino, hanno notato degli strani movimenti nella zona, intuendo che Caruso – che non è un nome sconosciuto agli investigatori della questura pescarese – potesse nascondere qualcosa o comunque svolgere attività illecita.
È stato così, nel corso dei normali servizi di controllo del territorio, che è nato l'input alla squadra mobile per andare a fondo su quest'uomo, che in passato è finito nel mirino delle forze dell'ordine sempre per la detenzione di un'arma e a seguito di una rissa, sfociata in un accoltellamento, avvenuta a febbraio del 2008 a pochi passi dal bar Berardo con il coinvolgimento di diverse persone, italiane e albanesi. È stata quindi decisa una perquisizione dell'alloggio di Montesilvano e lunedì pomeriggio gli uomini della sezione Narcotici sono entrati in azione per capire se i sospetti della volante fossero fondati e verificare che fosse tutto in ordine. Durante l'ispezione sono saltati fuori la pistola e la sostanza stupefacente. La prima, una Beretta calibro 7.65 con la matricola abrasa, era nascosta in un cassetto e aveva a disposizione 6 proiettili. C'erano anche 28 grammi di cocaina, suddivisi in dosi e un bilancino di precisione, strumento di lavoro tipico di chi si occupa di spaccio. Il materiale è stato sottoposto a sequestro e il 44enne è finito in stato di arresto con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente e detenzione abusiva di arma da fuoco clandestina.
Proprio sulla Beretta, ma non solo su questa, si concentrerà ora l'attenzione degli investigatori che intendono scoprire, attraverso una serie di approfondimenti tecnici, se l'arma funziona (come sembra da un primo studio sommario), se ha sparato in passato e se è possibile recuperare la matricola originaria, in modo da capire da dove arrivi.
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