Pistole, telecamere e allarmi Così l’Abruzzo si difende
Cittadini e imprese si mobilitano. Ecco la risposta contro la criminalità
PESCARA. C’è chi si arma per autodifendersi, chi piazza telecamere e sistemi di allarme in casa, al negozio o in ditta per proteggersi da furti e rapine. Chi organizza ronde per tenere sotto controllo il quartiere e chi ricorre a servizi di vigilanza privata. Mentre prosegue il dibattito sul provvedimento del governo per ampliare i poteri dei sindaci in tema di sicurezza, c’è pure chi in Abruzzo non è rimasto ad aspettare. E, in attesa che i cosiddetti sindaci sceriffo entrino in azione, si è portato avanti con il lavoro. Organizzandosi secondo il modello del fai-da-te. Lo dimostrano gli episodi che, nei mesi scorsi, hanno visto protagonisti balneatori e commercianti, a Pescara: di fronte ai ladri e ai rapinatori che li hanno minacciati non sono rimasti a guardare e hanno reagito.
Ma non ci sono solo le iniziative individuali. A Pescara e dintorni, per esempio, sono state sperimentate anche le ronde (vedi servizio a fianco). A Città Sant’Angelo proseguono da tempo mentre a San Silvestro l’esperimento «è andato via via scemando quando i furti in abitazione sono diminuiti e perché la gente non ce la faceva a portare avanti l’iniziativa», dice uno dei promotori. In entrambi i casi l’obiettivo era lo stesso: segnalare a polizia e carabinieri presenze sospette. Sempre a Pescara (che è agli ultimi posti nella classifica nazionale su criminalità e reati contro il patrimonio) un gruppo di giovani ha organizzato delle singolari passeggiate sui bus: gli aderenti salivano, in uniforme, pagavano il biglietto e, pur non potendo chiedere ai viaggiatori di esibire il titolo di viaggio, facevano da deterrente ai malintenzionati, dando una percezione di sicurezza a chi si muoveva sui mezzi pubblici.
In provincia di Chieti il prefetto Antonio Corona ha scongiurato l’attivazione delle ronde andando incontro alle richieste dei cittadini. Per il territorio della Val di Foro, bersagliato da una raffica di furti, i residenti si sono rivolti alle istituzioni per chiedere maggiori controlli. Il prefetto ha convocato una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicata alla Val di Foro, invitando Ignazio Rucci, presidente dell’Unione dei Comuni della Vallata del Foro (Ripa Teatina, Villamagna, Ari e Vacri), oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine. Diverse le soluzioni decise per affrontare il problema: una convenzione delle aziende con un unico istituto di vigilanza privato per non lasciare scoperta alcuna fascia oraria; pubblica illuminazione da potenziare; sistemi di allarme collegati con la centrale operativa del 112 nelle abitazioni private; implementazione di un corpo unico di polizia municipale per coordinare gli interventi nei quattro comuni.
A Teramo e Giulianona nei mesi scorsi in tante hanno partecipato ai corsi gratuiti di autodifesa personale femminile organizzati dalla commissione Pari Opportunità della Provincia con il centro antiviolenza “La Fenice”. L’obiettivo è stato quello di fornire alle partecipanti tutte le informazioni utili per gestire eventuali situazioni di pericolo, a cominciare dalle aggressioni. In tanti, almeno prima dell'emergenza terremoto, si erano organizzati per controllare personalmente il territorio attraverso le ronde, nel teramano. Cittadini riuniti in gruppi sui social e pronti a darsi il cambio per tenere d'occhio porzioni di territorio. È successo a Isola Del Gran Sasso e Mosciano Sant’Angelo, due delle realtà che negli ultimi tempi sono state maggiormente prese di mira dai ladri. E di ronde si era parlato tanto anche a Tortoreto con gruppi di cittadini creati su WhatsApp, ma le ronde non sono mai partite. È avvenuto a Teramo, poi, un episodio simbolo dell’autodifesa che si va affermando ed è quello della commerciante Giuliana Torrieri. Questa risoluta tabaccaia non ci ha pensato due volte a mettere in fuga con una scopa il rapinatore armato di coltello entrato nel suo negozio per rubare e uscito dopo aver sferrato un fendente al braccio della commessa.
Sono frequenti i casi di ronde anche nella Marsica. E un risultato eclatante è stato raggiunto a Morino, a maggio. I residenti hanno braccato i presunti ladri grazie alle ronde e ai messaggi Whatsapp, e in tre hanno rischiato il linciaggio. A Celano, pochi mesi prima, la soluzione delle ronde era stata riproposta dopo anni di assenza, con l’istituzione di un comitato per controllare i quartieri più a rischio per limitare furti e spaccio di sostanze stupefacenti. E anche a Tagliacozzo, a giugno dello scorso anno, dopo una serie di “colpi” è stata rilanciata l’idea delle ronde notturne.
C’è anche chi si rivolge agli istituti di vigilanza per usufruire dei servizi offerti, e in Abruzzo queste persone sono sempre di più coloro. «La richiesta di sicurezza è maggiore, negli ultimi tempi, non solo da parte delle aziende ma anche di chi vuole proteggere la propria abitazione dai furti», spiega Marcello Nitti, legale rappresentante dell’Ivri per Abruzzo e Molise. «Questa richiesta cozza, però, con il periodo storico di recessione. E cioè, nonostante il problema dei furti sia sentito, c’è la tendenza a risparmiare sul servizio, in particolare sulla tecnologia, che richiede un certo investimento. E si punta ad affidarsi solo ai pattugliamenti» ma possono essere insufficienti ad abbattere il rischio dei furti. «È tutto legato alla volontà di investire su questa voce, che dovrebbe essere prioritaria» conclude Nitti parlando dell’Ivri come di «un istituto di sicurezza e non più solo di vigilanza». Come richiedono i tempi d’oggi.
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