Pizzerie per battere la crisi Dove? San Diego e Polonia

Il ristoratore Luciano Passeri ha investito in California e a Breslavia Prodotti e vini italiani per conquistare nuovi mercati in Europa e negli Usa
PESCARA. Mentre l’Italia combatte per uscire dalla recessione, c’è qualche imprenditore che non ha paura di mettersi in gioco e di sfidare la crisi investendo, nonostante il momento economico difficile.
È il caso di Luciano Passeri, 44 anni, che da un anno insieme all’ex campione di ciclismo Francesco Masciarelli, in onore a un celebre film di Martin Scorsese, ha aperto una pizzeria-cucina italiana sull’oceano Pacifico - a una quarantina di chilometri a nord di San Diego, California, per la precisione a Encinitas - chiamata «Quei bravi ragazzi». Ma non solo.
Sempre nello stesso periodo Passeri - un cognome che a Pescara fa rima con «modellismo», visto che Luciano è uno dei rampolli della famiglia titolare dell’antico negozio di giocattoli di via Fabrizi – ha raddoppiato e ha aperto una pizzeria a Breslavia, in Polonia.
Pizza al taglio e d’asporto, «Margherita», nomen omen del locale polacco, ha cominciato la sua avventura con Passeri e con un altro socio, Paris Cicalini della Co.ma.f, un’azienda di Pescara che si occupa di attrezzatura per la ristorazione.
Sulla costa del Pacifico, Passeri e Masciarelli ora impiegano cinque persone: due italiani e tre statunitensi. Un bar-sport, il locale californiano, in cui è possibile vedere le partite e gustare pizza e vino italiani, con la sua sessantina di posti a sedere. Ed è stato subito un successo.
«Siamo sbarcati in California», fa sapere Passeri, «poiché lì avevamo degli amici. E le cose stanno andando bene». In Polonia, invece, da «Margherita», nella quale il responsabile è un italiano, Matteo Monicelli, per uno staff, in totale, di tre persone, «siamo entrati in punta di piedi», sottolinea Passeri. «La Polonia è un Paese in via di sviluppo», spiega Passeri, «tant’è che vi stanno investendo le multinazionali».
Ma Passeri, che è nella ristorazione sin dal 1996, è fresco anche di un riconoscimento settoriale. Nell’aprile scorso, a Las Vegas, in occasione della manifestazione Pizza Expo, si è aggiudicato il trofeo Pizza Challenge, in quanto si è classificato primo nella categoria della pizza italiana.
E, oltre a essere direttore nazionale dell’Accademia pizzaiola a Portogruaro, e giudice di gara di pizza e di cucina, tre anni fa, con la crisi economica quasi al suo acme, ha aperto, lungo la via Tiburtina, anche Foconé.
Un locale realizzato con materiale di recupero, tipo le cassette della frutta, nel quale i clienti possono lasciare un detto in dialetto oppure riportarne uno a casa, staccando la massima dal tovagliolo.
Una lunga carriera, durante la quale Passeri, nel 2005, si è anche visto assegnare il titolo di campione del mondo, ai tempi della pizzeria Milù aperta a Sambuceto, «per la pizza classica più buona», precisa.
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