Più controlli e stop a fughe in avanti Adesso c’è un disciplinare per tutte
PESCARA. Stop alla giungla delle partecipate regionali. A mettere ordine nella selva di società e consorzi in cui ha parte attiva l’ente pubblico ci pensa il regolamento approvato dalla giunta...
PESCARA. Stop alla giungla delle partecipate regionali. A mettere ordine nella selva di società e consorzi in cui ha parte attiva l’ente pubblico ci pensa il regolamento approvato dalla giunta regionale. Il cui obiettivo è di dare regole di efficientamento e di servizio analoghe per tutti i Dipartimenti ai quali fanno riferimento le rispettive controllate.
«D'ora in poi ogni struttura della giunta saprà, nel dettaglio e senza dubbi interpretativi o di azione, come gestire il rapporto con le società in house», commenta soddisfatta la direttrice generale della Regione Cristina Gerardis che insieme a dirigenti e funzionari della Direzione regionale e del Dipartimento risorse ha portato avanti il piano.
Il regolamento è in sostanza un disciplinare che fa rientrare le partecipate sotto l’ombrello e il controllo della Regione. Non dovrebbero più avvenire fughe in avanti sotto il punto di vista funzionale ed economico. In prospettiva anche delle future gare pubbliche.
«La Regione potrà evitare il discostamento funzionale e finanziario di questi soggetti satellite dall'Ente, sui quali dovrà e potrà avere una reale e costante regia, in linea con i più recenti ed evoluti indirizzi», precisa la Gerardis.
Il testo è stato adottato all'indomani dell'entrata in vigore del Testo Unico sulle società partecipate, avvenuta a febbraio dopo l'intervento della Corte Costituzionale sul decreto legislativo 175/2016 e recepisce le indicazioni del legislatore statale, della normativa europea e della giurisprudenza amministrava e comunitaria. Un modello di condotta finalizzato a portare efficienza, fluidità di rapporti, reale utilità e risparmio di risorse pubbliche.
Qualche esempio? Il controllo amministrativo di Abruzzo Engineering finora era a cura del direttore del Dipartimento senza alcun codice univoco e alcuna formalizzazione. «Ora», chiarisce la direttrice regionale, «stabiliamo forme di controllo tipiche sia di carattere finanziario che sulle attività, con poteri anche molto incisivi da parte della Regione».
Una di queste forme di controllo può incidere sulla programmazione del personale. Per evitare che si ripetano casi di incarichi-doppione e le società diventino stipendifici. Sono poi previsti controlli sugli obiettivi e sul raggiungimento dei target; è inserita la possibiltà di fare audit; sono contemplate le ispezioni che l’ente madre, cioé la Regione, può disporre in loco.
L’idea è che le partecipate diventino funzionali alle esigenze della Regione. Seguendo il dettame stabilito dalla normativa nazionale sulla spending review.
«Con il disciplinare si fa in modo che le società controllate “in house” siano come la Regione», precisa la Gerardis a cui piace sottolineare un altro aspetto: la maggiore responsabilità reciproca tra Ente e società: «Nel momento in cui si adotta un disciplinare di questo genere, se avviene che la società partecipata non ha buoni risultati, o non è soddisfacente quanto al servizio reso, si prefigura anche una responsabilità del soggetto regionale che la deve controllare. Non si potrà più quindi dire più dire, ad esempio, che Abruzzo Sviluppo non è la Regione perché in essa si identifica maggiormente. Una struttura più snella che potrà partecipare alle gare pubbliche». (a.mo.)

