«Più controlli in centro Qualcuno aiuti i disperati»

Si moltiplicano le segnalazioni dei commercianti al Comune: «C’è sempre più gente in giro a chiedere soldi. Servono forze dell’ordine e bagni chimici»
PESCARA. «In città ci sono troppi mendicanti. Chiedono l’elemosina con insistenza davanti ai nostri locali, sono persone di diversa nazionalità, vogliamo maggiori controlli perché negli ultimi mesi la situazione è diventata insostenibile». L’ennesimo allarme sociale arriva da un altro commerciante del centro, Domenico Renzetti, figlio di Liliana Sborgia, titolare dell’omonima tabaccheria situata in corso Umberto 115 angolo piazza della Rinascita, che ha inviato una segnalazione al Comune anche sulla base delle lamentele della clientela.
Il centro è divenuto negli ultimi tempi una bomba sociale con furti, risse, atti vandalici ai danni di negozianti che nelle settimane scorse hanno inviato una petizione con 200 firme alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale per richiedere vigilanza e controlli continui. «È una situazione non più accettabile, sono troppi e arrivano da tutte le parti del mondo. Cingalesi, marocchini, polacchi», osserva il tabaccaio, «si posizionano davanti a bar, negozi, ristoranti e chiedono soldi con insistenza mettendo le persone in difficoltà. E la gente concede l’obolo intimorita e infastidita. Vogliono solo denari questi senzatetto, rifiutano persino i panini. E li vedi ovunque, che dormono ricoperti dai cartoni su molte strade del centro, da via Sulmona a via Trento. Io me li ritrovo persino sotto il portone di casa. La sera si piazzano qui davanti al distributore automatico delle sigarette per chiedere la monetina ai clienti».
Gianluigi Petrei, detto Cicci, cliente assiduo della tabaccheria, è un uomo generoso con i senza dimora: «Spesso mi capita di regalare loro calzini, scarpe, latte. Sono poveracci, brava gente, hanno la loro dignità, ma sono diventati troppi e si inciampa, camminando, nelle scatole di cartone che usano come letto a tutte le ore del giorno». «Ho dato un euro ad un parcheggiatore di via Venezia», aggiunge una giovane donna in total white, «sa cosa mi ha risposto? Che ci faccio con un euro, non ci compro neppure un uovo di pasqua per mio figlio. Non si accontentano mai». Fernando Nucci, maitre sommelier al Caffè Venezia, invoca «maggiori controlli delle forze dell’ordine in borghese». E intanto, proprio in quell’attimo, le 15.50 di ieri pomeriggio, un mezzo dei carabinieri in perlustrazione attraversa la piazza da via Carducci a via Fabrizi. «Da noi vengono spesso clochard a chiedere di poter usare la toilette, quindi», propone Nucci, «sarebbe buona iniziativa dislocare bagni chimici sulle strade». Da Renzetti arriva l’appello al Comune: «Rispolveriamo il decoro di questa città, gli amministratori trovino una soluzione». Davanti al via vai della tabaccheria, un uomo si siede sul cemento della piazza e si appoggia a una fioriera mentre fuma una sigaretta. Accanto, un borsone viola tutto rotto e le scarpe sfondate. Dice di essere polacco e di chiamarsi Marcello.
Racconta di essere arrivato a Pescara una settimana fa da Bari. Da due mesi è sulla strada dopo aver lasciato il suo lavoro di venditore di prodotti per l'igiene e la casa: «Mi sono rifiutato di pagare il pizzo e ho perso tutto», rivela il clochard. «A Pescara mi sta aiutando la Caritas, dove i volontari mi offrono un letto e un pasto caldo. Ma vorrei un lavoro, uno qualunque anche se non mi sento tanto bene». Si avvicinano due pakistani: «Anche noi vogliamo lavorare, a chi possiamo rivolgerci?» chiedono. Nei mesi scorsi l’assessorato alle Politiche sociali, diretto da Antonella Allegrino, ha varato un progetto per dare lavoro ai senza dimora in collaborazione con il mondo del volontariato e dell'associazionismo cittadino.

