«Più controlli per valorizzare le sorgenti»

22 Ottobre 2014

Popoli, tre accordi con altrettante associazioni ambientaliste per tutelare funghi e specie autoctone

POPOLI. La città di Capo Pescara punta sulle proprie risorse ambientali. La giunta comunale ha approvato ieri tre protocolli d’intesa con altrettante associazioni ambientaliste tesi alla tutela e alla valorizzazione del territorio protetto delle Sorgenti del Pescara, una delle riserve naturali più antiche d’Abruzzo.

I sodalizi che lavoreranno in sintonia con il comune sono Pro Natura, Conalpa e Bresadola. La prima opera nel settore della tutela ambientale e nella conservazione delle risorse con azioni di protezione e di vigilanza.In passato c’è stata anche un’intesa per vigilare sulla raccolta differenziata con controlli sulle buste dei rifiuti conferiti, scaturiti con segnalazioni e multe per i trasgressori. Le competenze di Conalpa si estendono alla protezione del patrimonio ambientale e, fino a oggi, ha dato prova di saper operare in maniera specifica, segnalando la presenza nella Riserva di numerose specie estranee all’Oasi, indicando un piano di eliminazione di queste essenze per sostituirle con quelle autoctone.

«Resta prioritaria», fa notare la direttrice della Riserva Piera Lisa Di Felice, «la lotta contro le specie aliene per questo ambiente, diffusamente presenti come la Robinia e l’Ailanto».

Con Bresadola la convenzione riguarda la gestione della raccolta dei funghi nei territori protetti. In primo luogo dovranno eseguirsi corsi di conoscenza per chi si vuole dedicare a questo settore. «Sarà allestito», interviene l’assessore all’Ambiente Giovanni Diamante, «un punto di assistenza al Grottino, in piazza della Libertà, per supportare gli appassionati e i raccoglitori. Si potranno portare i funghi raccolti nella sede dove un esperto aiuterà a riconoscerne la commestibilità o la pericolosità. Si tratta di un servizio di supporto per i tanti turisti-visitatori che da anni fanno registrare migliaia di presenze nella nostra riserva naturale».

«Per queste attività», sottolinea Diamante, «sono previsti anche aiuti e fondi della Comunità europea e lo scopo dei protocolli è di essere preparati a intercettarli al momento che saranno resi disponibili».

Premure che non si limitano solo ad affrontare le contingenze e le emergenze della Riserva e degli altri ambienti naturalistici del territorio (ecosistemi fluviali, monte Corvo), ma che confermano le scelte operate dall’amministrazione Galli, sulla valorizzazione dell’Ambiente.

Walter Teti

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