«Più controlli su debiti e partecipate»

La relazione della Corte dei conti sollecita l’amministrazione Maragno ad adottare verifiche rigorose sugli esercizi finanziari
MONTESILVANO. Severa ricognizione dei debiti fuori bilancio, controllo rigoroso sulle società partecipate e sull’ente strumentale (Azienda speciale), riaccertamento dei residui passivi secondo il criterio della esigibilità. Sono i principali richiami contenuti in una relazione, di circa 30 pagine, notificata dalla sezione regionale della Corte dei conti al Comune di Montesilvano. Un intervento, quello inviato il 25 gennaio scorso dai magistrati Antonio Frittella (presidente), Antonio Dandolo e Marco Villani (consiglieri), Angelo Maria Quaglini (relatore), che sollecita l’amministrazione Maragno ad adottare interventi idonei per correggere alcuni profili di criticità nella gestione finanziaria dell’ente.
La sezione invita il Comune a prrocedere nell’accertamento e riscossione dei tributi, raccomandando, prima del recupero coattivo, di attivare le pratiche necessarie a individuare i soggetti debitori. Quanto al capitolo dei debiti fuori bilancio, e delle passività potenziali, la Corte sottolinea la necessità di verificare le cause che hanno originato l’obbligo, con le consequenziali ed eventuali responsabilità. In sede di esame istruttorio, sono state dunque rilevate criticità nella gestione finanziaria. In particolare, con riferimento all’esercizio 2015 (quell’anno, i debiti fuori bilancio, sono passati dai circa 241mila 272 euro del 2013, ai 267mila 819 del 2014, fino ad assestarsi su un milione 751mila 208 euro) si sottolinea la difficoltà «di rilevare i rapporti finanziari, economici e patrimoniali tra l’ente e le sue società partecipate».
Da qui il richiamo a definire un sistema di verifiche sulle società non quotate, partecipate dal Comune. Sul punto, la sezione contabile «ha accertato la mancata attivazione del controllo sugli organismi partecipati, in particolare la mancata conciliazione le reciproche posizioni del Considan».
Nel segnalare l’irregolare reimputazione dei residui passivi, la mancata redazione delle nota informativa relativa ai rapporti debitori e creditori tra l’ente e le relative società partecipate o gli altri enti strumentali, come pure il mancato aggiornamento dell’inventario, la Corte dei conti ordina quindi al Comune, «all’atto del primo riaccertamento dei residui, di completare la reimputazione delle poste passive secondo il criterio della esigibilità».
«Da troppi anni», commenta il consigliere di maggioranza #montesilvano 2019, Anthony Aliano, «sfugge al controllo del governo comunale la gestione del denaro pubblico da parte dell'Azienda speciale e delle società partecipate. Denaro che sembra non bastare mai, e che troppo spesso costringe l'amministrazione a costanti variazioni di bilancio per far fronte – con trasferimenti finanziari – persino al pagamento degli stipendi pubblici del personale della azienda. Una emorragia che si riflette sulla spesa corrente, asciugando il bilancio comunale e ogni aspettativa di buon governo».
«Non deve sorprendere se, di contro», prosegue Aliano, che propone di istituire un osservatorio per il controllo della spesa pubblica, dichiarandosi pronto a governarne gratuitamente l’attività, «alle richieste di manutenzione, riqualificazione e di servizi sociali si oppone il laconico motivetto "non ci sono risorse". Allo stesso modo il controllo di gestione interno, per le cui carenze l'ente comunale è costretto a sopportare milioni di euro di debiti fuori bilancio causati dal contenzioso giudiziale. Basti pensare, ad esempio, che a fronte delle richieste di risarcimento danni per poche migliaia di euro, arriviamo a riconoscere somme triplicate a cui viene condannato l'ente, poiché costretto a sopportare giudizi indotti dal carente controllo sulla gestione quotidiana». (a.s.)
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