Più di 800 studenti restano a casa È caos sull’iter per i certificati

In pochi giorni sono lievitate le assenze a mensa degli alunni delle scuole d’infanzia, primarie e medie Confusione tra i genitori sulle procedure per il rientro in classe. Calisi (medici uniti): «Ecco come fare»
PESCARA. Nel giro di pochi giorni è cresciuto in maniera esponenziale il numero degli alunni delle scuole dell’infanzia, della primaria e delle medie che il Covid sta costringendo a casa perché risultati positivi o perché hanno avuto un contatto con chi ha contratto il virus. Alla fine della scorsa settimana risultavano assenti 250 alunni, usando come dato di riferimento i pasti serviti a mensa dalla ditta Serenissima, mentre ieri, in base ai dati forniti dal vice sindaco Gianni Santilli, gli assenti erano all’incirca 825. Serenissima, infatti, ha stimato una riduzione dei pasti serviti che in queste ore si attesta attorno al 25%, su un totale di 3.000 alunni iscritti al servizio.
«Abbiamo nuovi casi a iosa», ha commentato Santilli che punta al raggiungimento «del picco» con l’obiettivo di superare quanto prima le difficoltà di questi giorni, nelle scuole e all’interno della Asl, visto che le procedure da seguire si moltiplicano di pari passo con l’aumento dei casi, la mole di lavoro cresce e la situazione è difficile da gestire per tutti, a partire dalle famiglie che non sanno con certezza neppure a chi rivolgersi per ottenere i certificati per il rientro a scuola e spesso non ricevono risposta dagli uffici competenti, ingolfati di lavoro e di mail. Impossibile non navigare a vista, in una confusione di competenze tra Asl, medici di base o pediatri. È il caos, quindi, e i genitori dei bambini che frequentano le scuole della città riversano sulle chat di Whatsapp tutti i dubbi sulle procedure da seguire, scambiandosi suggerimenti, consigli e soprattutto tanti interrogativi sul da fars,i per cui il rischio di sbagliare è più che concreto e non tutti rispettano l’iter.
Un contributo per fare chiarezza arriva da Massimo Calisi, medico di medicina generale, segretario regionale della Federazione italiana sindacale dei medici uniti. «Noi ci siamo, siamo sempre al lavoro e considerato che i casi sono tanti, magari non riusciamo a gestire tutto subito. Ma non si possono di certo bloccare la scuola o i posti di lavoro. Per il rilascio dei certificati di fine isolamento, impropriamente detto di guarigione, ce ne occupiamo noi sia per quanto riguarda gli adulti sia per quanto riguarda i bambini che sono in condizione di rientrare a scuola», prosegue Calisi sottolineando che di fatto «i medici si sostituiscono alla Asl», inserendo nel Sistema tessera sanitaria (on line) i due tamponi, quello “positivo” e quello “negativo”.
Tutto questo è possibile per i medici perché «c’è stata una implementazione del sistema, a livello tecnologico», fa sapere, «ma comunque già prima facevamo i certificati di guarigione, come medici, usando la carta intestata». In questa fase, poi, «dobbiamo essere pratici e con il tampone negativo è possibile fare il certificato di rientro».
Un’altra novità è quella dei tamponi rapidi gratuiti per gli studenti delle medie e delle superiori, che possono essere effettuati in farmacia «con la ricetta elettronica del medico». E la ricetta è indispensabile per recarsi in farmacia e sottoporsi al test senza pagare. Con la ricetta elettronica «non serve neppure recarsi nello studio dei medici, riducendo contatti e pericoli». Calisi non vede particolari «criticità», se non un aumento dei casi di positivi e, «a cascata, l’aumento dei certificati da produrre. Una mole di lavoro continua, con il telefono che squilla a ripetizione». Suggerisce la vaccinazione, «non solo per tutelare la propria salute ma anche per la comunità. Pure i vaccinati possono ammalarsi e contagiare gli altri, è vero, ma con probabilità diverse rispetto a chi non si è immunizzato», conclude.
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