Più empatia e diritti per aiutare i disabili
Studenti di terza media invitati a riflettere sui problemi delle barriere architettoniche e culturali
MONTESILVANO. Primo incontro sui diritti umani a Palazzo Baldoni, nell’ambito della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Si è parlato della convenzione Onu e soprattutto di un nuovo approccio integrato ai problemi della disabilità, contro stereotipi, pregiudizi, barriere architettoniche e culturali.
Ospiti della giornata di studio gli allievi della terza media dell’Istituto comprensivo Troiano Delfico. Il progetto, che coinvolge 150 studenti, si articola in due fasi: in quella teorica, sono stati organizzati tre incontri, nella sala Di Giacomo, a Palazzo Baldoni, che oltre a quello di ieri mattina, si terranno mercoledì e giovedì prossimi, dalle 9 alle 13. La seconda fase vedrà, mercoledì 13 dicembre, i ragazzi impegnati in una prova empatica: salendo su dieci carrozzine messe a disposizione dalla ditta Orthosan, gli alunni toccheranno con mano le difficoltà che le persone con disabilità incontrano quotidianamente.
«Accetto sempre occasioni di questo genere» commenta la dirigente scolastica, Vincenza Medina , «perché spero costituiscano opportunità di crescita per gli studenti. Il progetto si articola in una serie di incontri teorico/pratici finalizzati a promuovere il dialogo sul diritto degli individui e a sensibilizzare gli alunni sui temi della pari dignità e sulla necessità di abbattere ogni tipo di barriera. L’obiettivo è favorire i cambiamenti necessari al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità».
Presente all’incontro promosso da Claudio Ferrante, dell’ufficio Disabili, Stefania Catalano, dell’ufficio scolastico provinciale, che ha annunciato l’intenzione di portare il progetto in tutte le scuole, soprattutto nelle superiori. «Quello che vi è stato offerto» ha detto rivolgendosi agli alunni «è un bellissimo regalo, uno spunto per cominciare un percorso di riflessione, per arrivare, attraverso l’empatia, a provare cosa vive l'altro. Questo diventerà un modus vivendi, una vostra proiezione verso l'altro».
Soddisfatto Ferrante, che ha apprezzato l’attenzione mostrata dai ragazzi. «Questo Comune lavora da tempo», ha affermato, «in attività di sensibilizzazione con l’intento di aiutare soprattutto i giovani a capire le difficoltà che le persone con disabilità vivono ogni giorno, ma soprattutto le potenzialità che si possono cogliere dall’incontro con la diversità».
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