Più spazi all’aperto: sì da bar e ristoranti «Però senza tasse»

28 Aprile 2020

Gli operatori cittadini: ampliare gli spazi è l’unica soluzione però vanno azzerate le imposte sul suolo pubblico e la Tari

PESCARA. Spazi all'aperto più ampi a disposizione dei locali, a fronte di una tassa sull'occupazione del suolo pubblico invariata. È questa l'idea sulla quale il sindaco Carlo Masci sta lavorando per andare incontro a una delle categorie più martoriate dagli effetti economici del coronavirus. I ristoranti potranno riaprire solo dal primo giugno e fino ad allora potranno effettuare servizi di consegna a domicilio e di asporto. La proposta è stata accolta di buon grado dai ristoratori, molti dei quali speravano da tempo in un'opzione in questa direzione.
«Parlai di questa ipotesi con il sindaco, sin nei primi giorni di fermo», ricorda Maria Pia Melena, titolare di Locanda da Pia lungo via Piave. «Avere più spazio a disposizione ci consente di guadagnare più coperti, rispettando il distanziamento sociale, necessario per la tutela della salute dei clienti, ma anche di noi operatori».
Si dice perfettamente in linea con la proposta del sindaco, Gigi Pasetti, con i suoi sei locali della movida del centro città, Gatsby, Almaluna, Alle Spezie, Reverso, La Cava e Al Vagone. «In passato abbiamo fatto manifestazioni che hanno occupato piazza Muzii, nel rispetto dell'area da lasciare per il transito delle persone e dei mezzi di soccorso. Con gli spazi inclusi attualmente nella tassa di occupazione e le misure da rispettare sarebbero davvero pochi i tavoli da poter mettere e quindi impossibile restare aperti. È un'idea da perseguire che incontra la necessità di questo Paese di ricominciare a lavorare e il distanziamento sociale di cui si ha altrettanto bisogno». Una buona opportunità per Riccardo Martini, di Casa Flaiano, in corso Manthoné. «Dato che il nostro settore è uno dei più colpiti e avrà più difficoltà a ripartire, qualsiasi agevolazione possa arrivare dal sindaco per il 2020 sarà ben accolta». La proposta è stata promossa, ma con riserva, da Cristian Summa, proprietario di Bottega del 40 a via delle Caserme e Cantina e Cucina in centro, che alcuni giorni fa, sui social aveva avanzato un'ipotesi simile. Unica differenza l'abolizione della tassa di occupazione del suolo pubblico. «Immagino un sistema Pescara, con tanti tavoli all'aperto», afferma Summa «per recuperare i coperti e rispettare le distanze. Andranno fatti accordi con le ambulanze per presidiare in maniera fissa il luogo e con vivaisti, per migliorarne il decoro. Potremmo pensare di affiancare intrattenimento musicale, per creare una bella atmosfera. Ma in tutto questo è necessario che venga eliminata la tassa di occupazione del suolo pubblico».
Sulla stessa lunghezza d'onda Leo Sfamurri, del Chiodo Fisso, sempre su via delle Caserme, che richiede l'eliminazione dell'imposta sul suolo pubblico, così come di tutte le altre tasse, a cominciare dalla Tari. «La proposta fatta non è sufficiente, specie per noi ristoratori di Pescara vecchia. Abbiamo spazi limitati, per via della concentrazione di tanti locali, questo significa che non possiamo ampliarci ulteriormente. Ciò che ci serve davvero per ripartire è la sospensione totale di tutti i pagamenti».
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