Più volontari alla mensa Il 25 serviti meno pasti

29 Dicembre 2016

PESCARA. «Vedere la mensa e i nostri centri pieni di persone anche il 25 dicembre non è un bel dato e ci dice che in tanti non possono contare, nemmeno a Natale, sui nuclei parentali e sulle...

PESCARA. «Vedere la mensa e i nostri centri pieni di persone anche il 25 dicembre non è un bel dato e ci dice che in tanti non possono contare, nemmeno a Natale, sui nuclei parentali e sulle relazioni amicali, ma è bello vedere come tanti siano coloro che scelgono di donare un gesto di vicinanza anche in questi giorni». Così monsignor Tommaso Valentinetti commenta i numeri della solitudine e della povertà, ma anche della solidarietà che il Natale ha registrato alla mensa della Caritas.

Dove sono stati una sessantina i pasti serviti a tavola, a pranzo e a cena, da 25 volontari nel giorno di festa. Rispetto allo scorso anno una quarantina in meno, ma questo purtroppo non perché il numero degli assistiti sia diminuito, ma «vista la corrispondenza, all’incirca, della cifra mancante con quella degli invitati nelle famiglia», spiegano alla Curia, «il “conto” torna a cento. Va detto poi che alcuni dei senza dimora che mangiano quotidianamente alla mensa di via Alento (che normalmente, tra pranzo e cena sono tra i 250 e i 280 ndr)) hanno ancora dei legami affettivi o amicali e almeno nel giorno di festa si ritrovano con qualche parente. E poi c’era aperta la mensa di San Francesco e c’è stato il pranzo della Comunità di Sant’Egidio alla parrocchia di Santa Caterina per i senza tetto». I volontari che invece hanno lavorato nelle cucine della mensa della Caritas e poi servito a tavola gli ospiti – ovvero niente solito self service a Natale, per accostarsi meglio allo spirito del “Natale in uscita” scelto dall’Arcidiocesi – sono stati molti di più che nel 2015: ben 25 a fronte dei 10 dello scorso anno. «Il nostro Natale in uscita, però», ammonisce monsignor Valentinetti, «non vuole essere un’occasione per essere più buoni, ma vuole continuare a proporre uno stile di Chiesa che sa farsi prossima, che sa abitare le periferie, che è povera con i poveri».(lad’i)

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