Plastica in mare, Coldiretti va all’attacco

5 Ottobre 2019

Convegno a Giulianova per sensibilizzare anche i pescatori a un uso sostenibile del materiale

GIULIANOVA . Bastoncini, palloncini, buste della spesa, bottiglie per bevande, bicchieri e coperchi, oltre naturalmente ai mozziconi di sigaretta. Il 70% per cento dell’inquinamento del mare dipende dalla plastica monouso e dalla presenza di attrezzi marini che finiscono, non sempre accidentalmente, in acqua. Ma non sono solo i mari ad essere inquinati. Anche le spiagge soffrono: con un risultato: se restano invariati gli attuali standard di produzione, nel 2050 in mare potrebbe esserci più plastica che pesci. Sono solo alcune delle considerazioni a Giulianova, nel corso dell’incontro “Gestione dei rifiuti e utilizzo di materiali degradabili in ambito marittimo e portuale”, promosso da Coldiretti nell’ambito del Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura e 2017-2019. Presenti la presidente di Coldiretti Teramo Emanuela Ripani, il presidente del consiglio comunale di Giulianova Paolo Vasanella, il comandante dell’ufficio circondariale marittimo Claudio Bernetti e il presidente dell’ente porto di Giulianova Marco Verticelli. Relazioni tecniche sono state affidate a Nino Bertoni, presidente del Flag Costa Blu e consulente di Coldiretti Impresa Pesca Abruzzo, che ha illustrato il progetto dell’organizzazione nell’ambito del programma triennale della pesca con riferimenti alla realtà dei pescatori locali in tema di gestione dei rifiuti; Nicola D’Alessandro, professore associato di Chimica generale dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara, che ha parlato dei nuovi materiali degradabili in ambito marittimo e Franco Gerardini, dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo. A conclusione, gli interventi del direttore di Coldiretti Abruzzo Giulio Federici, che ha ricordato l’impegno di Coldiretti nel settore della pesca e dell’assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca Emanuele Imprudente. «Il problema dei rifiuti in plastica negli oceani e nei mari è in aumento e va affrontato con una gestione strategica ed oculata che, oggi, trova l’appoggio di una normativa sempre più sensibile», ha detto Federici. «È necessaria una forte sensibilizzazione degli operatori, verso la conoscenza delle nuove regole ma è oltremodo importante creare i presupposti di una nuova cultura della gestione dei rifiuti». (c.s.)