Pnrr, 1.418 euro a testa Ma il Molise ci sorpassa

Abbiamo 4.377 progetti con poche risorse però per la mobilità green
Il piccolo Molise batte l’Abruzzo. Se non è la rivincita dopo il distacco di sessant’anni fa (fino al 1963 i due territori erano uniti) poco ci manca. Altro che regione che “non esiste”. Nella terra confinante, a Sud del Trigno, arriveranno fino a 4.650 euro per abitante dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a fronte dei 3.658 della Liguria e dei 1.978 della Campania. L’Abruzzo, invece, si ferma a quota 1.418. Ben al di sotto della media nazionale, che ammonta a 1.605 euro. Media per abitante inferiore a mille euro anche in Lombardia e Friuli Venezia Giulia. L’investimento pro capite descrive il differente peso dei finanziamenti in arrivo sul territorio. In nove regioni il dato è superiore a quello medio nazionale.
più soldi al sud
Come si spiega questo fenomeno? Uno dei motivi principali del riscatto del Mezzogiorno rispetto alle regioni del Nord Italia è riconducibile alla cosiddetta clausola del 40%, introdotta in sede di conversione del decreto-legge 77/2021. La norma prevede che le Amministrazioni centrali coinvolte nell’attuazione del Pnrr assicurino che almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza, sia destinato alle regioni del Mezzogiorno. Il Dipartimento per le politiche di coesione deve verificare il rispetto di tale obiettivo relazionando periodicamente alla cabina di regia appositamente costituita per l’attuazione del Piano. Tuttavia, i dati confermano il superamento della quota di riserva. Al Sud va il 41,6 per cento dei fondi. L’obiettivo da parte del governo è quello di accelerare il recupero del divario territoriale in termini di infrastrutture e mobilità che ancora penalizza le aree meridionali.
i primi dati
La top ten delle regioni che prenderanno più risorse dai finanziamenti europei è contenuta nell’aggiornamento sul numero dei progetti identificati (al 1° marzo 2023) sul sistema Regis, la piattaforma messa a punto dalla Ragioneria dello Stato per monitorare i finanziamenti europei e alimentata dai singoli enti. La mappa e i dati – estratti dal portale del governo ItaliaDomani.gov.it – consentono di geolocalizzare questi progetti e le relative risorse finora stanziate attraverso le sei missioni del Pnrr. Il divario territoriale è frutto del riparto territoriale del Recovery Plan, rapportato alla popolazione residente, destinate a finanziare 138.782 interventi complessivi in tutta Italia. Le stime del governo affermano che le risorse del Pnrr che avranno una ricaduta diretta sul territorio abruzzese ammontano a circa 2,3 miliardi di euro. La voce più consistente riguarda la ricostruzione post-sisma per cui sono stanziati circa 1,8 miliardi. Gli altri investimenti più significativi riguardano la costruzione di nuovi asili nido e scuole dell’infanzia e l’ammodernamento di quelle esistenti, gli interventi di manutenzione ed efficientamento sulle infrastrutture idriche primarie e la realizzazione di progetti nell’ambito del programma innovativo per la qualità dell’abitare.
come spende l’abruzzo
Le sei sfide per l’Abruzzo sono rappresentate dalle sei missioni nazionali, secondo la suddivisione di progetti e risorse in altrettanti ambiti. Dall’esame dei dati spuntano alcune sorprese. La gran parte delle risorse sarà impiegata nel settore della rivoluzione verde e transizione ecologica, che totalizza il 35,3 per cento del totale dei progetti. La missione, in questo ambito, è quella di migliorare la gestione dei rifiuti e ridurre l’elevato livello di dispersione delle risorse idriche. Previsti progetti di economia circolare, agricoltura sostenibile, energia rinnovabile, idrogeno, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici. Ultimo in classifica – con appena lo 0,1 per cento del totale dei progetti e delle risorse a disposizione – il settore delle infrastrutture per una mobilità sostenibile. Ecco, nel dettaglio, le altre posizioni: istruzione e ricerca 27,3 per cento; coesione e inclusione 19,3 per cento; salute 9,7 per cento; digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo: 8,3 per cento.
i progetti attivati
Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale) hanno segnalato che 18mila progetti, perlopiù legati alle piccole opere, sembrano ancora non apparire nel sistema del registro. Dall’esame di quelli al momento tracciati si evince che, complessivamente, gli investimenti finora identificati ammontano a 94,5 miliardi di euro, pari al 49,3% del budget di spesa complessivo previsto dal Pnrr. Per quanto riguarda l’Abruzzo, i dati parlano di 4.377 progetti complessivi, mentre il dato del finanziamento dei progetti attivati è pari a 1,8 miliardi. A livello nazionale il record dei progetti attivati va alla Lombardia, seguita a distanza da Piemonte e Campania, con oltre 13mila progetti. Riguardo alle risorse, invece, è la Campania a dettare legge visto che supera quota 11 miliardi.
tempi di attuazione
Aggiornamenti a rilento, infine, per lo stato di avanzamento dei progetti a fronte di 27.329 gare tracciate, Anac ne rileva 62.812. La prossima scadenza del governo (fine giugno) riguarderà l’affidamento lavori per gli asili nido.
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