Poca acqua nella diga di Penne, scatta l’allarme per le coltivazioni

25 Febbraio 2024

Le piogge scarse mettono a rischio oltre 400 aziende di zootecnica e del comparto ortofrutticolo Domenicone (Coldiretti): «Il 2024 sarà più drammatico del 2023, a rischio granturco e ortaggi»

PENNE. Il livello dell’invaso artificiale della diga di Penne si trova a 240.73 metri, oltre 15 centimetri in meno rispetto alla scorsa estate. La carenza di piogge sta amplificando le problematiche del bacino artificiale pennese, anche in vista della prossima estate. La situazione è aggravata dall’assenza di dragaggio da tantissimi anni.
La situazione della diga di Penne preoccupa e non poco il presidente della Coldiretti Penne Federico Domenicone. Lo scorso luglio il livello dell'invaso era di 255.13 metri, oltre 15 centimetri rispetto al livello attuale. La speranza è che nelle prossime settimane il livello dell'invaso pennese possa risalire in modo esponenziale, in modo da garantire i rifornimenti necessari alle aziende agricole del territorio vestino. «Essere preoccupati è il minimo, così stante il livello di acqua sarebbe un 2024 più drammatico del 2023», sottolinea il presidente Coldiretti Penne, Federico Domenicone. «Ci sono un mare di colture che rischiano di non essete seminate o piantate. A breve ci dovrebbe essere l'incontro tra il Consorzio di bonifica Centro e il Comune di Penne che ho convocato come delegato all'agricoltura», sottolinea ancora il presidente Coldiretti Penne, che è anche consigliere comunale delegato all'agricoltura.
Tra le culture maggiormente a rischio per la prossima stagione quella di granturco, girasole, ortaggi. «Anche la produzione di tondino del Tavo è a rischio», sottolinea ancora il presidente Coldiretti Penne. «Il livello attuale dell'invaso della diga è basso e considerando che siamo a fine febbraio difficilmente si registreranno elevate precipitazioni, rischiamo di avviarci a una stagione estiva davvero complicata», spiega ancora il presidente Coldiretti Penne, Federico Domenicone.
Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo che si riforniscono costantemente nell'invaso della diga di Penne. La scorsa stagione estiva, le carenze di portata idrica provocarono un meno 50% nella produzione di formaggi, mentre nei cereali si registrò una produzione inferiore del 40% rispetto alla stagione 2022. Legato al problema siccità anche le difficoltà del comparto zootecnico, con la produzione di latte che la scorsa estate scese di circa il 20-30%. La speranza è che quanto prima si verifichino piogge in modo da poter risollevare il livello idrico dell'invaso pennese. A rischio sono tante culture e soprattutto il futuro di tante realtà agricole e imprenditoriali dell'area vestina. Negli ultimi mesi tante aziende hanno rischiato di dover chiudere i battenti.