Pochi studenti con il vaccino Mancano le mascherine Ffp2

La Cisl avverte: «Tracciamento saltato e molti prof rischiano di perdere il Green pass»
La scuola è ripartita dopo le vacanze natalizie tra mille polemiche e nuove regole per limitare il contagio da Covid. Ma la lista dei problemi da risolvere nelle classi è ancora lunga, a cominciare dal numero di vaccinati nella fascia 5-19 anni: il dato preoccupante riguarda soprattutto i bimbi fino a 11 anni, come spieghiamo nell’articolo qui a fianco. Ma gli studenti sono ancora in attesa delle mascherine Ffp2, necessarie per proteggersi dalla contagiosissima variante Omicron. Accanto al lavoro di prevenzione, c’è un intero sistema di tracciamento dei contatti dei positivi praticamente saltato. «La scuola è ripartita per necessità», spiega Davide Desiati, segretario della Cisl Scuola Abruzzo e Molise, «ma ai vecchi problemi se ne sono aggiunti di nuovi e la situazione resta preoccupante».
POCHI VACCINATi in classe Ci sono ancora 14.486 ragazzi abruzzesi, dai 12 ai 19 anni, senza neanche la prima dose di vaccino: circa 2 su 10. «Bisogna tornare a fare i vaccini con gli hub mobili vicino alle scuole», sostiene Desiati, «sfruttando la vicinanza possiamo sensibilizzare alla vaccinazione e aumentare i numeri». L’esigenza di accelerare con le vaccinazioni a scuola è tornata alla ribalta dopo i risultati dello screening di massa dello scorso fine settimana, che ha scovato 2.356 positivi su 93mila tamponi. Secondo le stime della Cisl, però, gli studenti positivi asintomatici non rilevati sarebbero oltre 1.500 in più. Cioè ragazzi che non hanno partecipato allo screening (che era volontario) ma sono rientrati ugualmente in classe. «Non avevo capito perché lo screening è stato interrotto domenica 9 gennaio», si chiede Desiati, «poi la Regione ci ha spiegato che il personale impegnato nel fare i tamponi agli studenti era lo stesso che, il giorno dopo (lunedì 10, ndr), sarebbe dovuto tornare negli hub a fare i vaccini. Ma serviva una programmazione diversa perché così abbiamo rimandato a scuola migliaia di alunni potenzialmente positivi. Bisognava prolungare lo screening e riaprire le scuole: scovare un positivo asintomatico anche dopo alcuni giorni di lezioni ha comunque un suo senso perché limita la diffusione del virus». L’esplosione dei casi, dovuto alla variante Omicron, non solo rende invisibili alla Asl i positivi asintomatici, ma complica anche il tracciamento di quelli che vengono scovati.
TRACCIAMENTO SALTATO È un altro problema da risolvere il prima possibile. La moltiplicazione dei casi Covid complica la ricostruzione della rete dei contatti di un positivo e la Asl non riesce più a sostenere il ritmo dei tamponi che sarebbero necessari per avere una reale mappatura del contagio. Questo accade ovunque, ma per le scuole è un problema amplificato. «Il Dipartimento di Sanità ci ha detto che è saltato tutto il sistema di tracciamento», spiega Desiati, «sia i contatti stretti dei positivi, scovati a scuola, che i malati attendono la chiamata della Asl ma in questa fase sono abbandonati a loro stessi».
CERCASI MASCHERINE FFP2 Sono lo scudo più efficace contro la variante Omicron, e il governo le ha rese obbligatorie in diversi luoghi al posto delle chirurgiche. Scarseggiano, però, in uno dei posti dove sarebbero più necessarie: le scuole. «Parecchie promesse sono state fatte sull’arrivo di queste mascherine», dice Desiati, «ma al momento la distribuzione è avvenuta a macchia di leopardo, nonostante le richieste pressanti». Tra l’altro il meccanismo di distribuzione delle mascherine non si concretizza subito: vanno reperite, deve essere organizzato il rifornimento e poi distribuite. Nelle scuole, al momento, ci sono solo centinaia di pacchi di mascherine chirurgiche, per lo più ritenute scomode dagli studenti che preferiscono non utilizzarle.
GREEN PASS IN SCADENZA Dal 1° febbraio, la validità del Green pass sarà accorciata a 6 mesi. Una nuova regola che rischia di creare problemi a tutti quei docenti che hanno fatto la seconda dose in estate, hanno prenotato la terza durante le vacanze natalizie trovando però disponibili solo date successive a quel 1° febbraio. Il succo della storia è che, secondo la Cisl, parecchi prof rischiano di restare scoperti quando la validità del Green pass sarà già accorciata. «Servirebbe una corsia preferenziale per far prenotare e vaccinare gli insegnanti», spiega Desiati, «pure perché la loro categoria professionale ha risposto bene agli appelli alle vaccinazioni e fino al 31 dicembre erano state registrate solo 159 sospensioni di personale su circa 26mila dipendenti in Abruzzo (tra professori e personale Ata), stando ai dati dell’Ufficio scolastico regionale. Non sono numeri che fanno pensare ad una fuga dal vaccino. Ma a queste persone, che sono a contatto con decine di studenti, non si può rispondere che possono vaccinarsi tra due mesi».
LE ALTRE EMERGENZE
La lista dei problemi delle scuole abruzzesi non è finita: in molte classi i sistemi di ventilazione sono inadeguati ed è necessario tenere le finestre aperte in pieno inverno. Alcuni ragazzi hanno addirittura cominciato a portarsi le coperte in classe. In più, con l’esplosione dei contagi, le assenze dei professori sono aumentate del 5-10% rispetto al periodo pre Covid: questo rende necessario trovare supplenti che li sostituiscano anche per pochi giorni e questo sta diventando sempre più difficile. «Sono passati quasi due anni dall’inizio della pandemia», conclude Desiati, «ma l’approccio è rimasto lo stesso: prevenzione scadente e una continua rincorsa ai ritmi imposti dal virus».

