«Politiche e numeri sbagliati dal Comune sulla immigrazione»

5 Gennaio 2018

L’ala destra della maggioranza attacca la giunta Maragno Forconi: sono migliaia i profughi che bivaccano in città

MONTESILVANO. Un giovane cittadino extracomunitario che suona la chitarra, affacciato su un terrazzino dell’hotel Ariminum, a Montesilvano, uno degli alberghi che negli ultimi anni ha abbandonato la tradizionale funzione turistico-ricettiva per trasformarsi in centro per l’accoglienza straordinaria di profughi e rifugiati.
Parliamo qui dei cosiddetti Cas, spesso al centro di vivaci polemiche, da tempo spunto per vecchi e nuovi conflitti sociali. La foto postata, sul suo profilo facebook, dal consigliere Anthony Aliano, capogruppo di quell’ala destra montesilvanese che fa la fronda al sindaco Francesco Maragno, all’interno della stessa maggioranza che governa la città, ha subito riacceso un dibattito con parole forti sui social network. Toni a dir poco sarcastici nei confronti dell’amministrazione comunale che, per voce del vicesindaco Ottavio De Martinis, solo un giorno fa, aveva dato per concluso il trasloco dai Cas nelle nuove sistemazioni scelte dalla giunta Maragno grazie all’adozione del nuovo sistema di accoglienza per rifugiati (Sprar) che sta alimentando ulteriori motivi di scontro politico. Immediata la presa di posizione di Marco Forconi, coordinatore di Fratelli d’Italia e animatore di uno dei comitati civici che si oppone a quello che viene definito il degrado sociale apportato dalla grande presenza di immigrati in città. Forconi, che per questa sua attività, è anche indagato per istigazione all’odio razziale, contesta all’amministrazione numeri e modalità nella gestione delle politiche migratorie.
«Riscontro con stupore le dichiarazioni sulla chiusura dei Cas Excelsior e Ariminum», scrive Forconi, «ancor più l'affermazione sul numero – circa 50 – di immigrati che, a oggi, dimorerebbero a Montesilvano. La città ha potuto riscontrare come negli hotel vi siano ancora alcuni immigrati», prosegue, «mentre solo una parte è stata semplicemente, trasferita all’ex Artigianluce di Santa Filomena e nelle ulteriori strutture presenti in città, per lo più in zone turistiche, spostando in buona sostanza il problema da un quartiere a un altro». Per Forconi, sono invece migliaia gli immigrati «che vivono nella più assoluta anarchia. Suggerisco ai politici locali» chiosa il rappresentante di Fratelli d’Italia, «un tour nella pineta, a ridosso del pontile Fosso Cavatone o sul lungomare dei Grandi alberghi per verificare dove bivacca la gran parte degli immigrati esodati dagli hotel».
Alcuni, secondo le segnalazioni della prefettura, non avrebbero neppure sottoscritto il consenso al trasferimento nelle sedi Sprar, facendo così perdere le proprie tracce e risultando dispersi sul territorio comunale. (a.s.)
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