Polizia, ex allievi insieme dopo 45 anni

5 Maggio 2024

Emozioni e tanti ricordi al raduno con il questore Solimene e il prefetto Savina 

MONTESILVANO. L’emozione e la consapevolezza di entrare in una scuola di polizia a soli 18 anni, nella piena atmosfera degli anni di piombo, tra gli attacchi delle Brigate Rosse e le stragi di mafia che hanno insanguinato l'Italia in quel periodo di 45 anni fa. Quel 1° maggio 1979 è stato indimenticabile per i poliziotti del 64° corso della scuola Allievi guardie di pubblica sicurezza (così si chiamavano all’epoca gli odierni agenti di polizia) di Alessandria che ieri si sono ritrovati al Grand Hotel Adriatico di Montesilvano.
Un amarcord organizzato da Nicolino Sciolè, sostituto commissario coordinatore in pensione da 4 anni, ex investigatore dell’antiterrorismo e della Digos a Bologna, e storico investigatore della squadra Mobile pescarese dal 1987 quando c’era Roberto Cosentino. Con altri colleghi di quell’annata, Sciolè ha radunato ieri 170 persone, agenti con rispettive consorti, per ricordare l'ingresso alla scuola del 64° corso che sfornò mille operatori della sicurezza in tutta Italia e l’avvio di carriere importanti. Alla reunion hanno partecipato il questore Carlo Solimene, il prefetto Luigi Savina, già vice capo vicario della Polizia di Stato, il sindaco di Montesilvao, di professione poliziotto, Ottavio De Martinis. «Abbiamo ripercorso le emozioni, le gioie e i dolori del nostro ingresso nella scuola allievi negli anni più difficili, quelli del terrorismo e delle stragi mafiose», afferma Sciolè, «eravamo ragazzini che avevano lasciato i paeselli di origine per realizzare un sogno».
Tra i corsisti del ’79 ha spiccato la presenza, a Montesilvano, di Luciano Baglioni che da poliziotto della squadra mobile a Rimini ha sgominato la banda della Una bianca, organizzazione criminale che tra il 1987 e il 1994 ha seminato terrore e morte in Emilia Romagna e Marche. «Baglioni, che ha ispirato il personaggio di Kim Rossi Stuart nella fiction televisiva», rivela Sciolè che nel 2017 ha creato un ufficio investigativo che non c’era a Vieste, «ha raggiunto lo straordinario risultato grazie a un acume investigativo» che lo ha visto protagonista insieme al collega Pietro Costanza. «Doveroso», prosegue, «è stato anche ricordare con affetto e commozione i cari colleghi del nostro corso che se ne sono andati prematuramente, tra i quali Fiorentino Manganiello, barbaramente ucciso ad Asti nel corso di una rapina il 15 novembre 1983».
Sciolè, nel suo discorso introduttivo ha voluto ringraziare le mogli dei poliziotti: «Sono loro le vere eroine», afferma, che in rispettoso silenzio e angosciante, perenne, attesa hanno aspettato con il fiato sospeso, per lunghi anni, ogni nostro rientro dai turni di servizio e dalle varie missioni» anche all'estero. Montesilvano è stata la meta di questo secondo raduno (sei mesi di preparativi) dopo l’ultimo di cinque anni fa. Fino al prossimo, tra gli ex allievi resta la chat Whatsapp per salutarsi quotidianamente».