Polizia locale, polemica sull’incarico

18 Novembre 2016

La Cisl contesta l’affidamento al segretario generale del Comune Luniver

MONTESILVANO. Segretario generale del Comune e contemporaneamente dirigente della Polizia Municipale? Non si può, stando a una serie di sentenze, tra cui quella della Cassazione del 12 giugno 2007. Eppure a Montesilvano accade: il segretario Alfredo Luviner è a capo del settore Polizia Municipale dallo scorso agosto, dopo il trasferimento a Roma per motivi familiari della comandante Antonella Marsiglia. Se a livello operativo ad occuparsi delle mansioni dell’ex comandante è il tenente Nicolino Casale, a firmare i documenti è Luviner, che da anni dirige anche il Personale e, da giugno (dopo il licenziamento di Costantino Di Donato), è dirigente ad interim del settore Ingegneria territoriale e mobilità.

Secondo la Cassazione, tuttavia, il segretario comunale non può sostituire il dirigente nell’emanazione di un provvedimento di sua competenza, in quanto, nel rispetto del principio di separazione tra potere di indirizzo e controllo politico amministrativo e potere gestionale, solo al secondo compete la direzione degli uffici e dei servizi, mentre al primo spettano compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.

«La situazione è grave e deve essere risolta nel più breve tempo possibile, perché c'è un'incompatibilità di fatto», commenta il segretario regionale della Cisl-Fp, Vincenzo Mennucci, che propone anche una soluzione immediata: sottoscrivere una convenzione con un Comune limitrofo che abbia un dirigente interno. A replicare, per il Comune, è il vice sindaco Ottavio De Martinis. «Il Comune», commenta, «si trova a gestire carenze croniche di personale. A ciò si aggiunge che negli ultimi mesi ha dovuto colmare i vuoti dirigenziali. Per quanto riguarda la Polizia Locale il settore è stato assegnato ad interim al segretario comunale, avendone le dovute competenze, mentre i servizi relativi al settore che era in capo a Di Donato sono stati redistribuiti, equilibrando i carichi di lavoro già particolarmente significativi tra i diversi dirigenti comunali, tra i quali lo stesso segretario. Al momento, alla luce del blocco delle assunzioni, queste decisioni sembrano le uniche possibili per garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa».

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