Polizia nell’area che piace alla Regione

1 Agosto 2015

Ispezione con foto e video dell’immobile in costruzione. E il Comune si tira indietro: la nostra attività si è conclusa nel 2013

PESCARA. La polizia registra con video e foto le condizioni dell'area che dovrebbe ospitare la nuova sede della Regione e puntella l'indagine in attesa delle contromosse della difesa.

L'ispezione della squadra mobile è avvenuta senza che fosse presente alcun rappresentante, avvocato o consulente, della difesa dei 14 indagati, tra politici, imprenditori e dirigenti regionali e comunali indagati da due giorni per abuso, d'ufficio o edilizio.

L'avviso di garanzia, contestuale al decreto di ispezione emesso dai pm Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, era finalizzato proprio a informare gli indagati del loro diritto ad assistere all'ispezione del cantiere sulla Tiburtina, vicino all’aeroporto, al centro di un affare da 42 milioni di euro finito sotto i riflettori della procura per un cambio di destinazione d'uso e diventato improvvisamente una patata bollente. Che ha scottato la precedente amministrazione comunale di centrodestra, trascinando sul registro degli indagati i nomi l'ex sindaco Luigi Albore Mascia e l'ex assessore all'urbanistica Marcello Antonelli, entrambi di Forza Italia, ritenuti responsabili della delibera che a luglio 2013 ha consentito all'imprenditore Marco Sciarra di far virare il progetto da privato a pubblico nonostante che sull’area gravitasse il limite invalicabile dell’incompatibilità di una sede istituzionale con il piano di rischio aeroportuale. Insomma, la Regione in quella zona diventa un obiettivo troppo sensibile e là non può stare, dice l’accusa.

Il sindaco Marco Alessandrini, che ha la delega all’Urbanistica, pur assicurando collaborazione con i pm, ieri ha di fatto rimandato la palla nella metà campo della Regione, coinvolta nell'inchiesta attraverso la commissione tecnica, composta dall'ex direttore generale Antonio Sorgi e da Mario Pastore, Pierluigi Caputi e Carla Mannetti, che a febbraio 2013 sospese la selezione che doveva servire a individuare la nuova casa della Regione per favorire, dice l'accusa, l'imprenditore di Iniziative Immobiliare Abruzzesi spa.

«L’attività amministrativa in capo al Comune di Pescara», ha detto il sindaco in una nota, «è cessata a seguito di un’esplicita richiesta del soggetto privato, tesa a ottenere il cambio di destinazione d’uso da “ufficio privato” a “ufficio pubblico”. Attività che si è conclusa con l’approvazione da parte dell’amministrazione precedente dell’atto di giunta n. 569 del 12 luglio 2013, sul presupposto dell’immutato carico urbanistico».

Pietra tombale sulle responsabilità, dunque, che, se ci sono, sono targate solo centrodestra. E giusto per evitare che si pensi che l’amministrazione di centrosinistra navighi lungo l’imbarazzante percorso tra le esigenze della Regione e le contestazioni della procura, ricorda come durante l’incontro, aperto alla stampa, di una settimana fa, con i vertici della Regione «l’unico chiarimento possibile e richiesto all’amministrazione comunale riguardava esclusivamente il rilascio del certificato di destinazione urbanistica, da cui si evincesse con precisione la zonizzazione del piano di rischio aeroportuale entro cui è ubicata la “City”».©RIPRODUZIONE RISERVATA