Poliziotto muore nel sonno Chiesa gremita per Pennese

La tragedia nella sua casa in via Zara. Il sovrintendente della Polpost, 59 anni, lascia la moglie e il figlio Il comandante Narciso: «Una colonna storica». Al funerale, ieri, il picchetto d’onore dei colleghi
PESCARA. È morto all’improvviso, nel sonno, lasciando sgomenti familiari e colleghi. Alfredo Pennese, 59 anni, sovrintendente della polizia di Stato in servizio al comparto abruzzese della polizia postale dove si occupava delle truffe online, se n’è andato per un malore improvviso venerdì mattina, nella sua casa di via Zara. Ieri pomeriggio in tanti hanno affollato la chiesa di Sant’Antonio dove i colleghi hanno reso onore al feretro con un picchetto d’onore.
«Una colonna storica della polizia postale, un punto di riferimento per tutti», dice di lui, commossa, la dirigente Elisabetta Narciso, «con quel suo carattere riservato e un po’ burbero che celava invece un animo buono e pronto a dare conforto a chi glielo chiedeva». Parole ribadite dai suoi colleghi, addolorati per una perdita che può piangere solo chi condivide, giorno dopo giorno, un lavoro fatto di dedizione e sacrificio come quello del poliziotto. Durante il funerale l’ha voluto ricordare pubblicamente anche il vice comandante Gianluca De Donato, così come il suo unico figlio, Enrico, gli ha promesso, dal pulpito, di onorare con la sua stessa vita i suoi insegnamenti, «perché tu sia fiero di me». Una persona amata e benvoluta, Alfredo Pennese, come la sua famiglia, con la moglie Antonella, la mamma Antonietta, e i fratelli Tina, Patricia, Enrico e Marco. Una famiglia stimata a cominciare dal papà Enrico, scomparso, noto medico cardiologo, e conosciuta anche nel mondo della marineria: gli zii hanno gestito per lungo tempo la pescheria in piazza San Francesco. (s.d.l.)
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