Pompe funebri, 163 lavoratori abusivi

Popoli, chiusa l’operazione “Steal Jobs” della Guardia di finanza: gli indagati sono 11, passati al setaccio 1.483 funerali
POPOLI. Rischiano di finire sotto processo in undici, tra dipendenti di piccole imprese di pompe funebri che operano in tutta la provincia di Pescara e necrofori spesso al lavoro ai funerali senza contratto o formalmente in ferie o in malattia. Il pubblico ministero Fabiana Rapino, infatti, ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’operazione della Guardia di finanza denominata “Steal Jobs” contro il lavoro sommerso nel settore delle onoranze funebri. Gli accertamenti hanno interessato a tappeto tutto il Pescarese: sono 163 i lavoratori abusivi riscontrati in 1.483 funerali passati al setaccio dalle fiamme gialle, per un totale di 909 giornate lavorative irregolari riscontrate. La vicenda andrà ora approfondita davanti al gup.
I controlli delle Fiamme Gialle della Tenenza di Popoli avevano fatto emergere nelle ditte ispezionate, dal 2019 al 2021, la mancanza di preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro o l’infedele registrazione dei dati sul libro unico del lavoro, con dipendenti assenti in busta paga, perché a riposo, in ferie, infortunati o proprio con nessuna indicazione d’impiego. Dall’incrocio con i verbali di chiusura feretro, depositati nei Comuni durante il triennio, erano risultati invece presenti. I risultati investigativi, inoltre, hanno fatto emergere come le ditte irregolari garantissero personale per due ore circa, con un costo medio a persona di 100 euro per un servizio di trasporto dalla camera mortuaria sino all’arrivo al cimitero per la tumulazione. E, spesso, per le prestazioni dei necrofori (il cui prezzo, a cerimonia funebre, era quindi di quasi 400 euro) non veniva emessa alcuna fattura da parte dei datori di lavoro. Nella contabilità, infatti, sono stati rinvenuti, oltre ai contributi non pagati, anche ricavi non dichiarati e compensi “fuori busta”.
«Nelle indagini svolte dalla Tenenza di Popoli, i finanzieri hanno ideato una tecnica investigativa efficace, replicabile, sulla base della normativa di settore, su tutto il territorio nazionale per far emergere l’economia sommersa che si annida, su scala nazionale, nello specifico comparto imprenditoriale», sottolinea il comandante della Guardia di Finanza di Pescara, il tenente colonnello Antonio Caputo, «l’operazione Steal Jobs ha fatto emergere l’incidenza del lavoro nero sul nostro sistema economico-sociale, in termini di omissioni di tutele previste per i lavoratori, sleale concorrenza tra le imprese, sottrazione di risorse all’Erario e somministrazione illegale di manodopera, soprattutto in un settore in crescita come quello delle pompe funebri, il cui fatturato è aumentato mediamente del 40% nel triennio 2019-2021, con picchi fino ad oltre il 100%. Continueremo a garantire un costante presidio del territorio, a tutela dei cittadini, dei lavoratori e delle attività imprenditoriali regolari». (y.g.)

