Ponte del Mare, danni in 4 punti

Ecco la relazione degli esperti: aste di sostegno e montanti da sostituire, ma la struttura è sicura

PESCARA. Sono diversi i punti del ponte del Mare danneggiati gravemente dalla draga il 21 maggio scorso. Ma la struttura è sicura. È quanto emerge dalla relazione preparata dallo studio di Milano del professor Mario De Miranda in seguito al sopralluogo effettuato da quattro ingegneri, giovedì scorso, che si sono riuniti al capezzale della struttura per verificare le sue condizioni di salute.

Nel dossier di cinque pagine, trasmesso all’amministrazione comunale, che Il Centro è in grado di svelare, vengono indicati dettagliatamente i danni, le parti da riparare e quelle da sostituire. Gli interventi sono molteplici e richiederanno diverso tempo. I tecnici, però, su questo non si pronunciano. Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha già inviato una richiesta all’impresa De Cesaris, una delle tre che ha partecipato alla costruzione del ponte, per avere un preventivo spese, sulla base di questa relazione. Lo hanno rivelato i presidenti delle commissioni Lavori pubblici e Grandi infrastrutture Armando Foschi e Massimo Pastore.

Nel documento ci sono notizie buone e cattive. Innanzitutto, i tecnici sostengono che l’antenna e l’impalcato del ponte «non hanno subìto spostamenti permanenti trasversali significativi dopo l’evento». «Differenze di geometria tra i rilievi attuali e quelli effettuati a fine costruzione», spiega la relazione dello studio di ingegneria strutturale De Miranda associati, «rientrano nell’ordine di grandezza dei movimenti di origine termica e degli assestamenti dovuti al normale rilassamento dei cavi e del naturale ritiro e viscosità della soletta in calcestruzzo».

Meno buone le prescrizioni successive. In particolare, quelle riguardanti i terminali inferiori degli stralli. «In diversi stralli», fanno presente i tecnici, «gli ammortizzatori in neoprene risultano posizionati fuori dalla sede originaria».

Problemi anche alle pavimentazioni. «Nella pavimentazione delle solette sono state evidenziate due fessure», prosegue la relazione, «la fessura presente nella passerella ciclabile nella zona d’urto risulta limitata alla parte superficiale della pavimentazione. È tuttavia necessaria la riparazione. La fessura in corrispondenza di P2 risulta, invece, interessare la soletta. La fessura nel calcestruzzo dovrà essere sigillata con resina epossidica».

Ma è la parte inferiore del ponte quella più danneggiata. Partiamo dalla pista ciclabile. «Nella zona d’urto risulta quanto segue», si legge nel documento, «la rete di carenatura risulta danneggiata per una tratta di circa 3 metri. Occorre predisporre la sostituzione. Una centina curvilinea di supporto della carenatura, quindi elemento strutturale non portante, risulta fortemente danneggiata ed è necessario sostituirla. Va anche sostituito il corrente intermedio di supporto della rete». E ancora: «La prima diagonale dopo il giunto, verso P4, lato ovest presenta una flessione permanente di alcuni centimetri. Si ritiene che debba essere sostituita o rinforzata». Poi, la pista pedonale:«La rete di carenatura risulta danneggiata per una tratta di 3 metri, è da sostituire».

Queste le conclusioni degli esperti: «L’urto del pontone è stato violento. La struttura ha sopportato i due urti rimanendo stabile ed elastica in tutti i suoi elementi, ad eccezione di quelli direttamente interessati dalla collisione. Alcuni elementi non strutturali, quali la rete di carenatura e le centine di supporto si sono deformate in maniera macroscopica. Quattro aste risultano deformate, seppur in misura non elevata. Mantengono gran parte della loro originaria capacità portante, per questo il ponte si trova allo stato attuale in condizioni di sicurezza per l’azione di peso proprio, del vento e di un’aliquota di carico utile. Si ritiene comunque che debbano essere sostituite o affiancate da elementi integrativi. La soletta in calcestruzzo, che risulta fessurata in un punto e la pavimentazione, in due punti, sono da ripristinare».

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