Popoli e la riserva in un libro dedicato all’ambiente

21 Novembre 2014

POPOLI. La Riserva Naturale Sorgenti del Pescara ha patrocinato con altri enti e associazioni, quali la Società botanica italiana, l'Accademia nazionale di scienze forestali, la Federazione nazionale...

POPOLI. La Riserva Naturale Sorgenti del Pescara ha patrocinato con altri enti e associazioni, quali la Società botanica italiana, l'Accademia nazionale di scienze forestali, la Federazione nazionale e regionale Pro Natura, il Coordinamento nazionale Alberi e Paesaggio onlus, l’opera in due volumi «L'importanza degli alberi e del bosco. Cultura, scienza e coscienza del territorio» che rientra nella collana di libri Natura ed aree protette, pubblicata dalla Temi Editrice di Trento e diretta dal professor emerito dell'università di Camerino Franco Pedrotti.

I volumi curati da Kevin Cianfaglione e Vincenzo Di Martino hanno visto il contributo di cultori e luminari di fama internazionale. Ha dato il proprio apporto anche Piera Lisa Di Felice, direttore della Riserva popolese. Ampie sezioni del libro sono dedicate alla città di Popoli, alla gestione degli alberi monumentali nella Riserva delle Sorgenti e nel territorio cittadino con l'istituzione dell'apposito albo promosso dall'assessore all'Ambiente Giovanni Diamante e realizzato da Conalpa onlus, presieduta da Alberto Colazilli.

«Le leggi che riguardano l’ambiente», spiega Di Felice, «quando ci sono, possono essere anche troppo severe o restrittive, molto poco attuate o molto difficilmente applicabili. Inoltre, queste finiscono per poter risultare un aggravio o troppo limitanti per i piccoli usi personali dei locali ma non tali da poter ostacolare le grandi distruzioni, gli usi scorretti, distorti, troppo intensivi o estensivi che talvolta possono facilmente trovare facilitazioni o sovvenzione dalle aree protette, dallo Stato o da altri soggetti. Quest'opera non è stata concepita, quindi, per raccogliere le ragioni personali di nessuno né di nessuna categoria anzi essa si propone», sottolinea Di Felice, «come stimolo per un sempre più necessario dialogo interdisciplinare, analizzando varie fragilità del sistema, con le incongruenze del mondo produttivo, della gestione del territorio e delle risorse naturali, della scienza e della conservazione, proponendo una visione aperta e poliedrica sulle tematiche del paesaggio, del territorio e del verde». (w. te.)

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