Popoli e Scafa opere incompiute per due milioni
La classifica dei progetti mai decollati: all’appello mancano il Palazzo Villa e le messa in sicurezza di una parte del fiume
POPOLI. Nel libro bianco delle opere incompiute dei comuni abruzzesi stilato dall'assessore regionale ai lavori pubblici Donato Di Matteo spiccano, nell'alta Val Pescara, quelle inserite dai Comuni di Popoli e di Scafa che insieme superano i 2 milioni di euro. Sono considerate opere incompiute quelle progettate e non appaltate, oppure non completate o comunque non utilizzabili, per vari motivi, per una non corretta esecuzione dei lavori o per mancanza di fondi.
L’elenco di Popoli comprende il Palazzo Villa (800mila euro), il miglioramento del campo sportivo pluriuso (200 + 370 mila), l’accessibilità di via Giordano Bruno (300mila) e la sistemazione delle sponde del fiume Giardino (da vari importi). «Per ognuna di queste opere sospese», spiega l'assessore ai lavori pubblici Dino Santoro, «ci stiamo muovendo da tempo cercando di individuare i canali giusti per reperire risorse. I lavori a palazzo Villa sono fermi da tempo perché sono finiti i soldi per completare il progetto. Il finanziamento del campo sportivo che prevede la realizzazione di uno spogliatoio per disabili di 200mila euro non è mai arrivato. Siamo sesti in graduatoria e finora sono state finanziate le prime cinque richieste. Inoltre», continua Santoro, «abbiamo aggiunto la richiesta di altri 370mila euro per un fondo in erba sintetica. In via Giordano Bruno nel centro storico c’è da sistemare l'area di parcheggio, ma il progetto è ancora in corso. I lavori per la sistemazione delle sponde del fiume dipendono sempre all'importo dei finanziamenti».
Tre grosse incompiute anche a Scafa: la sistemazione delle opere idrauliche e di regimentazione dei fiumi Pescara e Lavino, opera ferma dal 1997 per motivi giudiziari e in cui il residuo ancora disponibile è di 264mila euro per mettere in sicurezza una parte della sponda del Pescara; l'adeguamento sismico del Municipio, opera che non è stata iniziata per mancanza di fondi. E' stato fatto ricorso avverso la graduatoria provvisoria Par-Fas 2007-13: fondi richiesti 600mila euro e adeguamento sismico della scuola media.
L'opera è stata parzialmente finanziata per 450mila euro con decreto del commissario per la ricostruzione: i fondi non sono sufficienti per raggiungere il minimo coefficiente di sicurezza. Fondi richiesti 800mila euro. «Stiamo seguendo passo passo», spiega il sindaco Maurizio Giancola, «ogni situazione per concretizzare questi lavori. Il primo è sicuramente il più impegnativo perché ci sono di mezzo procedimenti giudiziari nei confronti della ditta esecutrice. Per il secondo siamo in attesa degli esisti del ricorso, per il terzo occorrono più risorse».
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