Popoli, in 200 si schierano per salvare l’ospedale

24 Novembre 2016

Assemblea del comitato di cittadini: «Vogliamo un vero presidio sanitario» I Comuni del circondario pronti a protestare contro la Regione

POPOLI. I popolesi e i residenti nel comprensorio dell’alta Val Pescara e della Valle Peligna vogliono che Popoli sia dotata di «un vero ospedale» con tutti i reparti che lo qualificano tale: Pronto soccorso, Chirurgia, Ortopedia, Cardiologia e servizi in grado di gestire le emergenze, sale operatorie e un polo di riabilitazione regionale che è stata già assegnata. Lo hanno ribadito ieri gli attivisti del comitato cittadino Pro Ospedale in un incontro pubblico che ha avuto luogo nel salone dell’hotel Side, al quale hanno partecipato circa 200 persone per la maggior parte giunte dai centri del circondario. L’interesse per la struttura sanitaria di Popoli è fortemente sentito infatti dai residenti dei paesi dell’entroterra che sono dislocati in posizioni svantaggiate, in un territorio troppo periferico rispetto ai capoluoghi di provincia sede degli ospedali in grado di curare e assicurare emergenze. Ne hanno dato testimonianza anche i sindaci presenti che si sono uniti a quello di Popoli Concezio Galli, arrivati da Vittorito, Ofena, Raiano, Corfinio, Navelli, Bussi sul Tirino, Scafa, Turrivalignani, Bolognano che si sono dichiarati favorevoli alle proposte avanzate dal comitato.

A illustrare le proposte di un possibile piano di riorganizzazione per il nosocomio popolese della Santissima Trinità, i rappresentati del comitato Pietro D’Amato e i medici Evandro Ricci e Luigi Liberatore. La sostanza è che l’ospedale di Popoli non è può essere declassato e ridotto alle sole funzioni riabilitative, anche se per queste il programma prevede che siano a valenza regionale. Ci si è intesi che ogni amministrazione riceverà la bozza di proposta, si impegnerà ad approvarla in consiglio comunale e inviarla alla Regione a dimostrazione che c’è tutto un territorio che grida per non essere abbandonato e privato di diritti fondamentali, ancor più oggi in gravi difficoltà perché martoriati dagli eventi sismici del 2009 e dagli ultimi di ottobre scorso.

Galli ha ricordato l’iniziativa della sua amministrazione con un ricorso al Tar per opporsi alle delibere regionali che hanno cancellato il Pronto soccorso e che hanno classificato la struttura ospedaliera come stabilimento sanitario. Dall’assemblea si è alzata forte la voce della contrarietà al piano regionale di riordino sanitario che, per il comitato, non garantirebbe il diritto alla salute delle comunità delle aree interne e si espressa la richiesta di essere ascoltati come diritto fondamentale del cittadino. Il comitato Pro Ospedale, appoggiato dalla spinta popolare, continuerà nella mobilitazione e nell’azione di sostegno delle amministrazioni per la rivalutazione dell’ospedale.

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