Popoli, lavori per viabilità e centro storico

Nell’intervento da 260mila euro è previsto anche l’ampliamento della videosorveglianza cittadina
POPOLI. Al via alcuni lavori di viabilità interna e riqualificazione di varie zone del territorio comunale di Popoli, compreso il rifacimento della pavimentazione bituminosa di alcuni tratti del centro urbano.
«Le strade interessate all'intervento», esordisce l’assessore ai Lavori pubblici Dino Santoro, «sono piazza Paolini, via Capponi, via Marconi, via Buozzi, via Leonardo da Vinci e via Nacci, che rappresentano il quarto lotto di interventi programmati dalla nostra amministrazione in poco più di due anni, tendenti alla sistemazione di buona parte del manto stradale delle vie di comunicazione cittadine».
L’intervento completo di bitumazione rientra in una programmazione più ampia, secondo un progetto redatto dall’Ufficio tecnico comunale, che prevede la riqualificazione di intere zone del territorio, come lo slargo intitolato a Pagin e Rico, due giovanissimi popolesi vittime di incidenti stradali avvenuti negli anni scorsi proprio lungo quel tratto di strada statale, e la manutenzione del ponte in legno sul fiume Aterno- Pescara, ex ponte di Zugaro.
Altro intervento riguarderà la zona di incrocio tra via Aldo Moro e via Berlinguer, che contempla anche l’abbattimento del chiosco e la sistemazione dell’area circostante. Lavori riguarderanno anche il cuore del centro storico: si procederà infatti al rifacimento della pavimentazione di via Molise, attraverso il posizionamento di lastre di pietra di Luserna, e alla sistemazione della scalinata che porta sulla collina dove è situato il castello dei Cantelmo.
«Nel progetto», continua l'assessore Santoro, «che ha un costo di circa 260mila euro, sono comprese anche risorse destinate alla sistemazione della fontana della centralissima piazza XX Settembre e all’incremento della sicurezza cittadina, con l’ampliamento dell’impianto di videosorveglianza cittadino, progetto che prevede l’installazione di ulteriori telecamere in punti strategici dello spazio urbano che erano rimasti scoperti con il precedente intervento di qualche anno fa, limitato alle zone più a rischio».
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