Popoli, Pronto soccorso fuori standard

1 Marzo 2017

L’Agenzia regionale boccia la proposta di legge per salvare il reparto di emergenza: sarà solo Punto di primo intervento

POPOLI. È negativo il parere dell’Agenzia sanitaria regionale sulla proposta di legge per salvare il Pronto soccorso dell'ospedale Santissima Trinità di Popoli. È quanto si evince dalla risposta che il direttore dell’Agenzia, Alfonso Mascitelli, ha inviato all’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, dopo aver sciorinato una lunga serie di dati che indicano la incompatibilità del reparto di emergenza rispetto ai parametri stabiliti dalla legge.

In premessa, Mascitelli ricorda che quello popolese, assieme ad altri 4 ospedali abruzzesi, secondo il piano di riequilibrio, non è «rispondente agli standard per la classificazione di ospedale, sede di Pronto soccorso, e che lo stesso presidio provvederà a erogare attività di riabilitazione a valenza regionale, con attività di ricovero e punto di Primo intervento».

In pratica, la presenza di un reparto di emergenza operativo giorno e notte dovrebbe prevedere una diversa classificazione, da presidio ospedaliero e ospedale di base. Circostanza che, dall'attività che la struttura svolge, evidenziata dai rilievi, per Popoli non ricorre. Per giustificare un Pronto soccorso, secondo i nuovi criteri governativi, occorrerebbe un bacino di utenza tra 80 e 150mila abitanti, un tempo di percorrenza per raggiungerlo maggiore di un'ora e un numero di accessi appropriati superiore a 20mila su base annua. Il repartto popolese serve invece un bacino di 35 Comuni pari a circa 31mila abitanti e, dallo studio dei tempi di percorrenza, circa il 50% della popolazione residente può avvalersi dei servizi sanitari dell’ospedale di Sulmona e solo 1.8% ha tempi di percorrenza tra 50 e 60 minuti, che tuttavia sarebbero compatibili con gli standard nazionali. Inoltre, non c'è rispondenza con gli standard di Pronto soccorso poiché sono elevatissime le percentuali dei ricoveri impropri. Solo quelli con codice bianco sono passati dal 4.9 al 18.1% nel biennio 2013-2015. Mascitelli rileva inoltre che nella precedente programmazione regionale, Popoli non faceva parte della rete Infarto miocardico acuto (Ima) nè della rete Ictus e che le normative vigenti stabiliscono come standard di sicurezza minima 100 casi all’anno di infarti miocardici contro gli 11 registrati a Popoli. Unica nota favorevole per l’ospedale locale i 2mila 440 ricoveri ordinari in Chirurgia generale (41,71%) e Ortopedia (47,15%) percentuali inferiori alla media nazionale (56,1%). Questo dato, riferito al 2015, qualifica il l’ospedale come struttura di alto valore «esclusivamente per l'area clinico assistenziale e conferma la positività della scelta regionale che ha identificato l’ospedale di Popoli come centro di Riabilitazione a valenza regionale di ricovero chirurgico programmato». Questa attività è supportata dal Punto di Primo intervento h24 presente a Popoli, «dove la garanzia di assistenza continua riduce la necessità di ricorso inappropriato al Pronto soccorso e al ricovero». La conclusione è consequenziale: «Per queste ragioni» chiude la nota di Mascitelli « l'unità operativa di Pronto soccorso non si considera coerente e compatibile con gli standard nazionali».

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