Popoli, sfida a due tra Galli e il M5S La destra è a rischio

Il sindaco: sarà la mia ultima volta, poi passerò la mano Lattanzio dell’opposizione: non è detto che ci presenteremo
POPOLI. Si delinea il panorama politico per le prossime elezioni comunali a Popoli. A tre mesi dalla consultazione, sono già abbastanza chiare le posizioni dei vari schieramenti: da una parte, il centrosinistra che governa la città ininterrottamente dal 1945, prima come Pci, poi come Pds e Ds e ora come Pd, salvo in una consiliatura. Un monocolore interrotto solo oltre venti anni da un’ala di sinistra della Dc. Il partito e gli attuali amministratori hanno già annunciato la ricandidatura dell’attuale sindaco Concezio Galli. «E questa candidatura», dice Galli, «sarà per me anche l’ultima per far emergere nuove figure e nuovi amministratori». Galli aveva ricoperto ruoli di assessore nelle precedenti amministrazioni di Emidio Castricone, padre del parlamentare Pd Antonio. «La lista che presenteremo», annuncia Galli, «ripartirà da alcuni degli amministratori uscenti che ben hanno operato in questi anni, con l’inserimento di nuovi candidati e una importante presenza femminile. L'obiettivo primario sarà quello di concretizzare e concludere tutte quelle iniziative sulle quali abbiamo lavorato in questa consiliatura dove abbiamo dimostrato, nonostante le grandi difficoltà e la crisi economica, di saper attrarre finanziamenti».
Già decisa anche la candidatura di Guerino Di Virgilio con una lista del M5S che ha già fissato al 2 marzo la data di presentazione del programma e dei candidati. È una novità a Popoli: «Ci candidiamo», afferma Di Virgilio, «per dare un’ alternativa a Popoli, da oltre 20 anni ostaggio delle stesse famiglie e, dal Dopoguerra, dello stesso partito. Mi auguro di non dover competere con personaggi che in questi decenni hanno depauperato questo paese nelle sue peculiarità e potenzialità; acqua pubblica e ospedale».
Indecisione invece nel centrodestra: «Ci troviamo in una fase di riflessione», spiega il consigliere uscente Mario Lattanzio, «dobbiamo ben calibrare le nostre proposte. Ci può essere anche la possibilità che non presenteremo la lista, rimanendo ai box, lasciando liberi i nostri elettori di votare secondo coscienza, pur essendo presenti con specifiche proposte politiche».
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