Porcilaia di Amadori a Loreto: il Comune nega l’ampliamento

14 Febbraio 2020

LORETO APRUTINO. Dopo i polveroni sollevati per l’idea progettuale di un impianto di biogas bloccato sul nascere, ora lo stop del Comune è sull’ampliamento di una porcilaia richiesto dal gruppo...

LORETO APRUTINO. Dopo i polveroni sollevati per l’idea progettuale di un impianto di biogas bloccato sul nascere, ora lo stop del Comune è sull’ampliamento di una porcilaia richiesto dal gruppo Amadori in contrada Colle Cavalieri, nelle vicinanze della torre normanna di Poggio Ragone, del X secolo.
«Essendo zona ad alto pregio agricolo», spiega il sindaco di Loreto (7400 abitanti), Gabriele Starinieri, «il piano regolatore comunale non prevede la concessione dell’ampliamento del fabbricato richiesto dalla società agricola mantovana nel mese di novembre».
Un sito archeologico che il Comune intende tutelare. Per tale ragione ha negato alla Amadori la possibilità di allargare la struttura, un ex insediamento avicolo distrutto dalla nevicata del 2015 che l’azienda vorrebbe riconvertire in un fabbricato destinato ad allevamento di duemila suini da riproduzione. Le decisioni del Comune sono approdate in Regione «che si è espressa in un preavviso di archiviazione non avendo ancora, a distanza di tre mesi, ricevuto comunicazione di controdeduzioni da parte della società agricola». Pertanto, la porcilaia non si fa, almeno per il momento.
La questione è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica dal comitato “Difendiamo Loreto, diretto da Antonella Di Tonno, e composto perlopiù da vignaioli della zona come Chiara Ciavolich e Francesco Paolo Valentini, che ha protestato contro la nascita dell’insediamento: «Esprimiamo sgomento», scrive il comitato in una nota, «nell’apprendere che ancora una volta» dopo l’annunciato impianto di biomasse, «Loreto sia un territorio da difendere». La porcilaia «arrecherebbe danni ai produttori agricoli e situazioni invivibili».(c.co.)