Porta a porta e ritardi, Costantini: ecco quanto è costato ai pescaresi

Il candidato sindaco del centrosinistra contesta lo stop del servizio in centro e in zona Porta nuova «Per il passo indietro del sindaco c’è un aumento medio della Tari del 5 per cento che paghiamo tutti»
PESCARA. Il servizio di raccolta differenziata accende il dibattito politico, in vista delle elezioni del 9 giugno. Carlo Costantini, candidato sindaco della larga coalizione di centrosinistra e M5s critica le scelte della giunta Masci e in particolare lo stopdel porta a porta nel centro cittadino, «nonostante gli annunci e il diktat “si va avanti” dello scorso anno», precisa il consigliere comunale, ricordando le dimissioni dell’ex presidente di Ambiente spa. Ieri, in conferenza stampa, affiancato dai consiglieri comunali del Pd Francesco Pagnanelli, Marco Presutti e Stefania Catalano, e da Massimo Di Renzo e Paolo Sola del M5s, Costantini ha puntato il dito contro i costi derivanti dal servizio e dalla «superficialità che ha portato il sindaco a tornare sui propri passi».
E spiega: «In primo luogo questo ennesimo passo indietro del sindaco gambero è costato un aumento medio del 5 per cento sulla Tari che tutti paghiamo senza avere ancora il servizio», precisa. A novembre scorso, infatti, la raccolta differenziata è stata estesa al quartiere di Porta Nuova, ma nella parte più a nord, e su viale Marconi, non è partita. Cittadini e commercianti hanno però ricevuto il materiale per il conferimento, così come riferiscono alcuni residenti. «I pescaresi hanno pagato le assunzioni del personale dipendente che Ambiente ha dovuto fare per assicurare il servizio, che in realtà non è partito, così come hanno pagato il noleggio dei mezzi specifici, solo in parte utilizzati, e a breve il loro acquisto definitivo, per effetto della gara che nel frattempo è stata indetta», aggiunge Costantini. «Poi è costato il disallineamento della pianificazione finanziaria degli investimenti. Il piano prevedeva delle economie dovute all’abbattimento dei conferimenti in discarica e all’incremento dei ricavi per il conferimento di porzioni differenziate (vetro, carta, plastica, organico), che sono state perdute». Altre spese, secondo Costantini, hanno interessato la campagna di comunicazione del progetto: «15mila euro per uno stand alla manifestazione Terra, altri 15mila euro circa per spot televisivi e sulla stampa e diverse altre migliaia di euro per affitti di sale e per incontri che, per via dei ritardi accumulati, si sono di fatto trasformati in passerelle elettorali per alcuni assessori e rappresentanti della maggioranza nel consiglio di Ambiente», riferisce il candidato sindaco del centrosinistra. La sua proposta per l’estensione del porta a porta nei quartieri della città è la seguente: «Progetti di trasformazione così complessi richiedono attenzione, ascolto e partecipazione. In centro, per esempio, la raccolta porta a porta con centinaia e centinaia di condomini che posizionano il sacchetto sul marciapiede di via Nicola Fabrizi, via Cesare Battisti e di altre strade vicine non è possibile. Occorrono più isole ecologiche e l’ipotesi di un servizio di cooperative sociali che garantiscano la raccolta. Occorre ragionare per mettere in campo delle azioni che siano effettivamente positive. Di sicuro», conclude il candidato sindaco, «non abbandoneremo il porta a porta, lo implementeremo, ma non con il progetto presentato da Masci. L’attivazione del servizio e gli investimenti devono procedere in parallelo».
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